Sicurezza
Film documentario per salvare la rocca di Ripafratta
Sarà proiettato domani a villa Roncioni a Pugnano Il regista Gigli: «Quel luogo mi ha sempre affascinato»
RIPAFRATTA. La conoscenza del territorio e delle sue ricchezze “abbandonate” sarà protagonista domani alle 17 a Villa Roncioni, Pugnano, con la proiezione del documentario "La rocca nel bosco - il tesoro perduto di Ripafratta", di Fabio Gigli in collaborazione con l'associazione “Salviamo la rocca”.
«Il film - dicono dall'associazione - documenta non solo e non tanto l'aspetto storico della rocca, quanto le difficoltà del suo stato attuale, il suo rapporto con il paese e i suoi abitanti, e anche una certa poesia malinconica».
Una malinconia ormai insita nel paese e nella sua rocca lasciata alle rovine. La stessa che ha conquistato e mosso il giovane regista che «da pendolare per l'Università - racconta - mi affacciavo ogni mattina dal finestrino del treno e vedevo le mura della rocca tra la vegetazione».
Un fascino che di certo non si accorda con le difficoltà che attraversa da molti anni la rocca, ovvero il complesso monumentale di San Paolino, un luogo di grande interesse storico architettonico.
“Salviamo la rocca” è nata da circa due anni e sono diverse già le iniziative che ha all'attivo rispetto alla sua battaglia per la tutela di questo luogo.
«Le condizioni in cui versa sono uno spreco di risorse - osservano i responsabili dell'associazione - Se fosse in sicurezza e visitabile, attirerebbe ancora più turisti di quanto già faccia ora, in condizioni certo non ottimali. E ciò avrebbe ricadute sull'economia del territorio».
Come dire: se non interessa il valore culturale di certi beni storici o il valore dell'incolumità pubblica - vista la pericolosità delle rovine e la totale assenza di misure di sicurezza sia per gli abitanti di Ripafratta, dominata dalla rocca, sia per chi ha interesse comunque a visitarla - almeno si provino a considerare quelle ricadute economiche sul territorio, di cui infatti si è parlato spesso. Per esempio con la Fondazione Pisa (ente di origine bancaria) che investirebbe cospicue somme per un piano di recupero, sì: qualora esistesse.
«Da tempo sono in corso contatti con il Comune di San Giuliano e alcuni soggetti privati - ribadiscono all'associazione - ma finora non ci sono riscontri concreti. E questo nonostante le dichiarazioni pubbliche della Fondazione Pisa, che ha ribadito il suo interesse ad un intervento per il recupero».
Ma quali sono le condizioni perché un progetto come quello poi fallito del 2008 possa avere successo? Nel 2008 l'accordo fondamentale tra la Fondazione, il Comune di San Giuliano e i privati, possessori dei terreni limitrofi al monumento, è saltato. Oggi?
«Siamo a conoscenza delle problematiche della rocca e, in linea con gli scopi della Fondazione, siamo disponibili a vagliare un eventuale nuovo progetto – disse lo scorso dicembre l’avvocato Donato Trenta, segretario generale della Fondazione – Al momento, però, non ci sono proposte, quindi non possiamo prevedere nessuna spesa».
Problemi forse non solo di burocrazia e di proprietà private. «Ma noi siamo determinati - affermano all’associazione - Non lasceremo niente di intentato e non faremo sconti a nessuno. E alla fine ce la faremo».
La proiezione di domani sarà l'occasione per riflettere, confrontarsi su questi temi e visitare la mostra permanente della Fondazione Cerratelli (costumi di scena).
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