Il Tirreno

Pisa

Martelli contro Letta «Premier ectoplasma che ha perso tempo»

di Luca Lunedì
Martelli contro Letta «Premier ectoplasma che ha perso tempo»

L’ex leader del Psi ha presentato il libro “Ricordati di vivere” Di Renzi ha detto: «Per la sua energia mi ricorda Fanfani»

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PISA. Cosa ha fatto negli ultimi anni da quando, nel 2005, ha abbandonato la scena politica, lo racconterà nel prossimo libro. Nel frattempo, in quello che ha presentato mercoledì in una sala gremita dell’AC Hotel, Claudio Martelli, classe 1943, già leader socialista al fianco di Bettino Craxi, ripercorre trent’anni di storia privata e repubblicana, non rinnegando nulla di quel che ha fatto e ha provato a fare, fornendo un affresco del passato recente del Paese. “Tutti sanno e nessuno ricorda. Io so poche cose, ma le ricordo benissimo”, si legge nell’introduzione di “Ricordati di vivere” (questo il titolo del libro). E davvero Martelli ricorda tutto: amici e nemici, trionfi e fallimenti.

Non è stata tuttavia solo una cavalcata nei ricordi, una serata per nostalgici. S’è visto che l’uomo non ha mai abbandonato la politica ed è bastato un piccolo incentivo per far affiorare giudizi, anche taglienti, sulle nuove leve della politica nostrana.

Ne ha per tutti: «Enrico Letta? Un presidente ectoplasma, non ha fatto che perdere tempo obbligando Renzi a farlo fuori scalando il partito».

E ancora: «Renzi, per la sua energia, mi ricorda Fanfani. Deve ancora dimostrare tutto e le prime due cose che ha fatto non mi piacciono (Italicum e 80 euro in più in busta paga, nda) ma almeno è uno che, se sbaglia, sbaglia in fretta».

L’incontro, organizzato dalla lista “Riformisti per Pisa” dell’assessore Federico Eligi, è trascorso così, tra analisi del passato e obiettivi per il futuro.

«La scissione tra socialisti e socialdemocratici fu infausta. Aveva ragione Saragat e non Nenni. Il socialismo e la sua visione laica e riformatrice non possono essere rinchiusi in una percentuale elettorale. Noi siamo sempre stati il partito del cambiamento e, quando abbiamo sbagliato, è stato proprio perché ci siamo fermati. Craxi sbagliò a non darmi retta quando nell’87 gli dissi di proseguire l’alleanza con i radicali. Quando ci siamo presentati insieme, sull’onda del grande consenso referendario su aborto e divorzio, abbiamo superato il 20%».

Craxi appunto, maestro e amico di una vita, che l’ex Guardasigilli, ha messo insieme a Giovanni Falcone e Marco Pannella nel suo pantheon di riferimento: «Bettino se ha sbagliato, e comunque ha pagato più di tutti, lo ha fatto per rendere economicamente indipendente il partito. Non inseguiva la ricchezza ed è stato il capro espiatorio di un sistema malato da tempo. Pannella è il Diogene moderno, uno che ha dedicato la vita alla lotta al potere. Falcone lo volli conoscere quando andai a lavorare al ministero (non dice «quando divenni ministro», nda) e fu lui a spiegarmi cos’è Cosa Nostra e come il suo potere derivi dal controllo militare del territorio. Ho scritto questo libro anche perché non sopporto vedere alcuni personaggi ergersi a paladini dell’antimafia quando invece fecero di tutto per screditare Falcone».

Martelli, già parlamentare europeo, ha detto la sua anche sulla situazione internazionale: «La libertà in Europa l’hanno conquistata e difesa, pagandola, gli americani. Senza di loro la lotta partigiana non avrebbe avuto lo stesso successo. Anche ora, se l’Europa vuole porre un freno alle ambizioni russe, non può che farlo attraverso uno stretto legame con gli Usa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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