Sicurezza
L’aggressione alla moglie filmata dalle telecamere
Le riprese della videosorveglianza al Santa Chiara acquisite dalla polizia Nella sequenza si vede Sodi litigare con la donna prima di colpirla col taglierino
PISA. C’è anche un filmato che consegna agli investigatori la sequenza dell’aggressione di Daniele Sodi ai danni della moglie Sara Daino in un vialetto interno del complesso ospedaliero Santa Chiara.
Un elemento che va a completare il quadro accusatorio già ben argomentato dal bersaglio dell’assalto di Sodi, la donna ricoverata a Cisanello con un taglio sotto il mento provocato dalla lama del taglierino usato dal marito da cui si stava separando.
«Voleva uccidermi» ha confermato agli investigatori della polizia Sara Daino, 44 anni, dipendente della Sodexo, dal letto dell’ospedale da dove a breve verrà dimessa. Le sue parole saranno messe a confronto con quelle di Sodi, 48 anni, in servizio alla Athena come portiere, difeso dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria. Il legale ha raccolto dal suo cliente una versione che esclude la volontà di fare del male e meno che mai quella di uccidere la mamma dei suoi due figli, Alessia e Michael. È previsto un sopralluogo da parte dell’avvocato sul luogo del ferimento per capire meglio la dinamica delle contestazioni.
Le versioni non coincidono. Di sicuro la donna è stata colpita, una sola volta, alla gola con un taglierino comprato dal marito pochi minuti prima di incontrarla all’esterno del Santa Chiara lunedì intorno alle 8. L’ha chiamata con una scusa e quando Sara è uscita dall’immobile la discussione nella sua breve incomunicabilità è stata interrotta dal fendente. Le immagini della videosorveglianza sono un contributo utile e neutro rispetto alle due posizioni che cominciano già a differenziarsi nell’origine del gesto macchiato di sangue. E si aggiungono alla deposizione della moglie ferita.
Sodi, dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere, è ancora in carcere per il rischio di reiterazione del reato. Potrebbe, secondo il gip, provare di nuovo ad aggredire Sara. Ha pesato anche la valutazione della gravità dell’episodio e la conclusione del giudice nell’udienza di convalida del fermo è stata quella della custodia in carcere. Non è stato convalidato l’arresto perché per il gip era ormai superata la flagranza del reato al momento dell’arrivo della polizia. Al momento il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni mantiene l’ipotesi di reato di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione.
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