Sicurezza
Provocazione d’artista: patrono con boxer
Il pisano Gesi fa discutere in provincia di Lecce per la raffigurazione di un santo con intimo griffato
PISA. Un murale dell’artista pisano Gionata Gesi, in arte Ozmo, è al centro delle polemiche nella città di Racale, in provincia di Lecce. L’opera raffigura il patrono della città, San Sebastiano, che indossa i boxer di Dolce & Gabbana ed è circondato da fiches, palle da biliardo e bersagli. Gesi, writer di livello internazionale, era stato invitato a Racale dall’associazione Viavai Project per un progetto che coinvolge vari artisti. A seguito delle polemiche il sindaco Donato Metallo ha chiesto all’associazione di intervenire.

«Pur comprendendo il senso ultimo dell’opera – dichiara Metallo – che è appunto quello di attualizzare il martirio e declinarlo nelle varie forme contemporanee, pur apprezzando il messaggio morale insito nell’opera, l’impatto che ha suscitato sulla collettività ci porta a credere che venga lesa la sensibilità popolare e religiosa, così profondamente legata alla figura del nostro santo patrono. Pur condividendo lo spirito dell’associazione Viavai e il suo impegno per la rigenerazione urbana di alcuni luoghi del nostro paese, e pur rispettando l’arte come forma di espressione libera e consapevole, non soggetta a condizionamenti e imposizioni, se non al puro estro dell’artista, siamo convinti altresì che la venerazione del santo, l’affetto che la comunità gli riserva, siano aspetti tanto intimi, quanto collettivi, da proteggere con un velo di pudore e rispetto che non tollera smagliature. Sicuri che tali pensieri siano da voi condivisi, vi chiediamo di intervenire immediatamente al fine di tutelare il sentimento popolare che condividiamo e del quale ci facciamo portavoce».
Nel frattempo Gionata Gesi ha scritto una lettera al sindaco di Racale e al vescovo in cui spiega le sue ragioni. «Il dipinto realizzato con la collaborazione di Viavai Project e con il supporto del Comune di Racale è stato realizzato su una parete privata e certamente senza che una commissione di arte sacra abbia vagliato l’opera o il bozzetto in quanto non va interpretato come arte sacra bensì come arte contemporanea. Il mio modus operandi tuttavia considera il bozzetto mai definitivo ma sempre sottoposto a qualsiasi suggestione scaturisca durante la lavorazione. In questo modo sono comparse fiches accanto a palle da biliardo e bersagli, che volevano dare un ulteriore chiave di lettura del martire come bersaglio in un tiro a segno a punti, dove ogni punteggio era rappresentato in modo e con cifre diverse. La scelta del Patrono e di inserire un logo fashion sulle mutande stile 'boxer' rimanda a questa pratica personale di mixare e riutilizzare elementi di provenienza varia costituendo un’opera visiva che viene interpretata e riconosciuta da più persone possibili, mantenendo tuttavia una certa ambiguità interpretativa. Mi auguro che la curia colga la mia assoluta non volontà di mancare di rispetto come alcuni invece hanno percepito e che si possa rassicurare i fedeli in merito alla non violazione della sacralità del santo in un’opera non concepita a fini religiosi e di venerazione senza intenti polemici. Resto disponibile in ogni caso a trovare una soluzione che possa restaurare la fiducia nell’icona del santo per chi lo ha percepito deriso, pur mantenendo senza censura e integra nel complesso l’opera che altri giovani e meno giovani stanno apprezzando»
VIDEO: LA REALIZZAZIONE DEL MURALE
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