Sicurezza
Parco, sequestrati rifiuti speciali
Il direttore: «Vecchi abbandoni dovuti a gesti sbagliati. Sarà smaltito tutto»
PISA. «È improprio chiamarla discarica» dice il direttore Andrea Gennai del Parco regionale di San Rossore Migliarino Massaciuccoli, riferendosi alla recente scoperta della Guardia di Finanza di Livorno, reparto operativo aeronavale, che ha messo i sigilli ad un’area dove sono stati rinvenuti parecchi rifiuti abbandonati, molti dei quali ‘speciali’, considerati nocivi per l’ambiente.
«Materiale in attesa di smaltimento» lo definisce Gennai: frigoriferi, batterie di auto, fusti metallici di oli che si sono riversati in parte nel suolo, una cabina telefonica. Una discarica abusiva, o che dir si voglia, a cielo aperto in pieno Parco in zona “La Palazzina” a Cascine nuove, a circa 15 metri dall’edificio dove fino a dicembre 2013 un’officina meccanica svolgeva la sua attività. L’ipotesi di reato fa capo all’articolo 192 del Dlgs 152 del 2006 di cui il primo comma proibisce l’abbandono e il deposito di rifiuti sul suolo e nel suolo. La denuncia è contro ignoti. Alcuni rifiuti non risalgono, come informano dal reparto aeronavale della Gdf, per lo stato di usura in cui sono stati trovati, a tempi recenti. Ma perché una zona interdetta al pubblico e ben conosciuta da chi di dovere, si è potuta trasformare nel tempo in una vera e propria discarica abusiva?
«Un comportamento sbagliato ma diffuso, che stiamo cercando di combattere» afferma il direttore Gennai che, come il presidente Fabrizio Manfredi, insiste sulla responsabilità di consuetudini generali adottate da ignoti dentro e fuori al Parco, abitanti all’interno della tenuta, dipendenti o operatori di ditte esterne che hanno accesso al Parco stesso. Comportamenti «frutto di abitudini consolidate negli anni – dice Manfredi in carica dal 2012 – abitudini che con la nuova gestione stiamo combattendo insieme alle falle della gestione finanziaria della scorsa amministrazione». Proprio Gennai, insediato nella primavera del 2013, ha chiuso l’officina nel dicembre scorso e alla domanda sul come mai tra carabinieri, Forestale e dipendenti della segreteria della presidenza della Repubblica- guardie del Parco nessuno si fosse accorto della presenza di questi rifiuti, risponde di avere ricevuto segnalazioni nell’autunno scorso e di aver avviato pratiche di smaltimento di cui la Guardia di Finanza ha preso atto. Segnalazioni che però non avevano mai ricevuto prima, almeno durante l’ultima presidenza Lunardi, che dice: «Ho lasciato la presidenza del Parco tre anni fa, e pur rientrando l’attività di controllo dell’abbandono di rifiuti nelle competenze gestionali, non mi risulta che fino ad allora fossero state segnalate discariche dentro la Tenuta». Il direttore Gennai e il presidente intanto, a proposito della vicenda, tengono a sottolineare il lavoro di risanamento complessivo e che «la direzione dell’Ente, ha nel corso degli ultimi mesi ridefinito – e sta continuando a farlo – numerose attività svolte all’interno e al di fuori della Tenuta di San Rossore, riportando le stesse in una dimensione più consona».
Monia Badalamenti
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