Il Tirreno

Pisa

“Nature” celebra il radar fotonico

di Gianluca Campanella
“Nature” celebra il radar fotonico

La rivista scientifica ha dedicato un ampio articolo all’invenzione del Sant’Anna

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il radar fotonico (primo al mondo) progettato dalla Scuola Superiore Sant’Anna ha ottenuto ieri l’ennesimo riconoscimento scientifico: la pubblicazione su “Nature”, una delle riviste più autorevoli. Sul “journal” per antonomasia nel settore si parla di «approccio rivoluzionario con l’introduzione della fotonica nei sistemi radar» e di «traguardo all’avanguardia scientifica per le prestazioni ottenute sia come sistema di sorveglianza, sia come sistema di comunicazione radio» (il Doi, codice digitale dell’articolo, è: 10.1038/nature13078).

La pubblicazione di ieri è solo l’ultima di una serie di riconoscimenti, citazioni e inviti internazionali che il radar fotonico sta collezionando da quando nel luglio 2013 è stato presentato e messo in funzione per i primi test. Essi, svolti all’aeroporto di Pisa e al porto di Livorno, hanno dato risultati migliori delle più rosee aspettative, al punto che è sempre più nutrita la lista di aziende e istituzioni che chiedono di passare dal prototipo alla realizzazione commerciale. Cerchiamo ora di capire cos’è un radar fotonico e perché è migliore di quelli tradizionali. Intanto ricordiamo che questo del Tecip (Istituto di tecnologie della comunicazione, informazione e percezione, interno alla scuola d’eccellenza pisana), come tutti i radar usati dalla Seconda guerra mondiale in poi, all’esterno è formato da un’antenna che spara in cielo onde elettromagnetiche: se quelle si perdono, vuol dire che lo spazio è libero; se invece rimbalzano su un ostacolo, come un aereo, tornano indietro e permettono di rilevarlo.

Ciò che è cambiato in modo «rivoluzionario» è quanto c’è “a monte” dell’antenna: invece di un computer tradizionale, un elaboratore fotonico; in pratica, dentro i chip non passano impulsi elettrici (la corrente di casa), ma fotoni, cioè la luce di un laser. Va detto che i primi computer a fotoni già cominciano a essere usati nei laboratori più avanzati al mondo; ma solo a Pisa si è pensato di abbinarli a un radar, costringendo il team di ricercatori coordinato da Antonella Bogoni a un difficilissimo lavoro «interdisciplinare» che ha colpito la redazione della rivista scientifica. Il vantaggio principale di usare una struttura a fotoni è che l’antenna così comandata ha grande stabilità, una capacità di salire facilmente in frequenza, una maggiore velocità di trasmettere i segnali, può emettere e controllare diverse frequenze in contemporanea e riunire in un solo strumento più funzioni: se ora ci vuole un radar per seguire lo spazio aereo e uno per controllare il movimento dei velivoli in pista, in futuro un solo apparecchio per fare tutto. Ancora, la versatilità del radar fotonico consente un uso multi-servizio: lo stesso apparato compie in simultanea controlli di diversa natura, dal monitoraggio ambientale al controllo di traffici eterogenei.

L’effetto finale è: la riduzione degli incidenti in caso di traffico intenso e l’utilizzo su distanze più ampie, anche in condizioni atmosferiche non ottimali. Il progetto ha ricevuto finanziamenti per quasi 1,8 milioni dall’Erc, il Consiglio di ricerca europeo: 1,6 nel 2009 per la validità del programma e altri 150mila euro nel 2012 per trasformare i risultati della ricerca in un prodotto pre-industriale; ed è realizzato da Tecip e Cnit (Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni). Bogoni ha dedicato il successo alla sua squadra: «Nel giorno della pubblicazione su Nature, rivolgo un particolare ringraziamento a tutto il team del progetto, in particolare ai giovani ricercatori che vi si sono impegnati con dedizione, caparbietà e professionalità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa