Il dolore
Il Comune dice no agli spot con le donne come oggetto
PISA. Anche il Comune, con il supporto della locale Camera di commercio, ha dato vita al “pattugliamento” nel mare magnum della comunicazione commerciale, ovvero della pubblicità. L’iniziativa,...
PISA. Anche il Comune, con il supporto della locale Camera di commercio, ha dato vita al “pattugliamento” nel mare magnum della comunicazione commerciale, ovvero della pubblicità. L’iniziativa, presentata dall’assessore alle Pari Opportunità, Maria Luisa Chiofalo, fa seguito al protocollo che l’Anci ha sottoscritto con l’Iap (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria).
«Le novità di questo protocollo – dice la Chiofalo – sono rivolte a spingere anche i piccoli inserzionisti che si servono di affissioni pubblicitarie locali ad adottare modelli di comunicazione commerciale che non contengano immagini o rappresentazioni di violenza contro le donne; che tutelino la dignità della donna nel rispetto del principio di pari opportunità e che propongano una rappresentazione dei generi coerente con l’evoluzione dei ruoli nella società, evitando il ricorso a stereotipi di genere offensivi. Ovviamente queste nuove indicazioni di fatto intendono dar vita ad un recupero di una cultura della comunicazione che è a dir poco fuorviante e che sovente contrasta con gli articoli 9 e 10 del codice di autoregolamentazione dove si stigmatizzano la violenza, volgarità, indecenza e mancato rispetto della dignità delle persone e delle sue convinzioni morali, civili, religiose». Tra le iniziative messe in campo dal Comune ci sarà l’obbligo imposto al gestore dei servizi pubblicitari comunali, di valutare che i contenuti di ciò che si intende comunicare rispondano a determinati requisiti di idoneità, non solo per lo sfruttamento dell’immagine della donna ma anche dell’uomo, ma anche se il contenuto del messaggio possa essere ritenuto ingannevole.
«Il nostro ente – afferma Giuliana Grison, dirigente della Camera di commercio- si sta adoperando da anni, in tutti i settori che comportano il rispetto della dignità della persona. Per questo, ci stiamo adoperando anche con le aziende di comunicazione presenti sul territorio, perché prendano visione di queste nuove indicazioni e per non incorrere nel rischio, non solo economico, di veder vanificato il proprio lavoro creativo». E mentre Pisa si è mobilitata, l’Anci sta invitando tutti i Comuni a modificare la propria regolamentazione in materia di pubbliche affissioni e di trasmettere allo Iap, anche su segnalazione dei cittadini, i messaggi ritenuti lesivi della dignità della donna o di quant’altro si possa ritenere disdicevole o ingannevole. Per approfondimenti: www.iap.it.
Doady Giugliano
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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