Sicurezza
«Pagano le banche e negano gli aumenti ai lavoratori»
PISA. «Negano un piccolo aumento ai dipendenti, ma regalano soldi alle banche e distribuiscono premi ai dirigenti». I dipendenti della provincia di Pisa insorgono contro l'Ente di piazza Vittorio....
PISA. «Negano un piccolo aumento ai dipendenti, ma regalano soldi alle banche e distribuiscono premi ai dirigenti».
I dipendenti della provincia di Pisa insorgono contro l'Ente di piazza Vittorio. Dopo un'assemblea convocata dalle Rsu di Cgil, Cisl, Uil e Cobas, ieri pomeriggio una quarantina di dipendenti si sono ritrovati in presidio sotto la sede della Provincia per rivendicare «corrette relazioni sindacali; la tutela della dignità professionale e personale; il rispetto degli accordi sindacali stipulati; tutele e garanzie per tutti i lavoratori rispetto ai processi legati alla riforme delle Province e la salvaguardia dei salari».
«Da oltre un anno – spiegano le Rsu e alcuni dipendenti – le trattative sindacali si sono bloccate a causa di un atteggiamento di chiusura da parte della Provincia. L'ente rivendica un risparmio della spesa grazie ad una gestione oculata e responsabile: abbiamo chiesto un incentivo per il personale pari a 25 euro al mese, ma la Provincia nega l'aumento ai dipendenti mentre paga le banche per il caso derivati. In 22 giorni ha versato quattro milioni di euro, pari al 33% dei 12 milioni che deve alle banche e distribuisce premi ai dirigenti».
Dopo il presidio, i lavoratori sono entrati nella sala, durante la seduta del consiglio provinciale, per chiedere un incontro con i capigruppo. Un confronto è stato calendarizzato per giovedì prossimo, quando le Rsu incontreranno i capigruppo per discutere e cercare una risposta alle rivendicazioni dei dipendenti.
«Dall'incontro – commenta Marco Menicucci della Fp-Cgil di Pisa – ci aspettiamo una presa di posizione e un intervento della politica sulla parte dirigenziale, per riprendere le trattative sindacali».
Sulla protesta dei lavoratori interviene Gianluca Gambini, capogruppo di Forza Italia-Pdl, che la definisce una battaglia di equità. «È una protesta giusta – dice Gambini –. La Provincia nega un modesto aumento ai lavoratori, mentre assegna lauti premi al direttore generale che, di fatto, ha portato avanti la trattativa sui derivati».
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