Gioco
Viaggio nei ricordi del musicista genovese tra i New Trolls, De Andrè e il Festival
«La collaborazione con Fabrizio De André nasce da un’antica amicizia. Nella spiaggia che frequentavamo sin da ragazzi lo perseguitavo con la mia chitarra a pile e amplificatore incorporato, e lui mi...
«La collaborazione con Fabrizio De André nasce da un’antica amicizia. Nella spiaggia che frequentavamo sin da ragazzi lo perseguitavo con la mia chitarra a pile e amplificatore incorporato, e lui mi ascoltava». Così racconta prima del suo concerto pisano Vittorio De Scalzi (nella foto), che a quell’amicizia ha dedicato il precedente tour “Il Suonatore Jones”. Jones è un musicista che alla sua musica affida la vita e i sentimenti migliori: una figura tratta dalla letteratura americana, rielaborata dapprima da De Andrè, che trasformò l’originario “Violinista Jones” di Edgard Lee Masters nel “Suonatore di flauto” del suo album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” del 1971, alla cui stesura collaborò lo stesso De Scalzi. Nella sua esibizione il maestro dei New Trolls ha fatto degli accenni al suo Concerto Grosso e alla scaletta de “Il Suonatore Jones’ che contiene i brani del 33 giri “Senza orario, senza bandiera”, uno dei primi concept album della musica italiana, con i testi delle poesie di Riccardo Mannerini e la “mano” di De Andrè, e primo album dei New Trolls datato 1968.
Molte sono le canzoni che hanno accompagnato generazioni di italiani scritte da De Scalzi per la band: Visioni, Quella carezza della sera, Una miniera, la canzone che Vittorio De Scalzi ama di più, come confessa, per la sua resistenza al tempo e per il tema che, dice «mai mi sarei aspettato fosse ancora attuale dopo quarant’anni». Una canzone sul lavoro di miniera, popolare-romantica la definisce, ricordando così anche il suo vecchio amore e l’impegno per il lavoro di ricerca sulla musica popolare genovese. Il cantautore e polistrumentista genovese ha scritto per Mina, Ornella Vanoni, Anna Oxa e altri grandi interpreti italiani. Ha partecipato sette volte al Festival di Sanremo con i New Trolls e una volta da solista. E oggi che cosa pensa della più grande manifestazione sulla musica leggera italiana? «Rimane una grande vetrina e un’opportunità per farsi conoscere». (m.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
