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Pisa

Holding aeroporti in arrivo lo studio «Quella la soluzione»

Holding aeroporti in arrivo lo studio «Quella la soluzione»

Il consigliere regionale Tognocchi è nel gruppo di lavoro «Risultati entro 20 giorni con il concambio tra le società»

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PISA. «Non ci vuole fretta. Fa bene il Patto dei soci pisani di Sat a procedere con cautela». L'invito alla prudenza viene dal consigliere regionale pisano del Pd, Paolo Tognocchi, uno che la questione aeroporti la segue da vicino, essendo tra i sei membri del Gruppo tecnico al lavoro sull'ipotesi di holding tra i due scali di Firenze e Pisa.

Lei invita alla calma, ma il gruppo Eurnekian ha fretta come dimostra l'Opa sulle due società.

«E' positivo che arrivi un importante gruppo del settore, ma ancora non abbiamo visto piani industriali veri, solo interviste ai giornali. Dovranno spiegarci come pensano di portare nuovi passeggeri e di integrare i due aeroporti, qual è il ruolo di Pisa e qual è il loro reale interesse sulla nuova pista di Peretola».

Quello della pista resta un nodo fondamentale. Come si muoverà la Regione?

«Nel Pit c'è una previsione di 2.000 metri indicata anche da Adf. La stessa Adf, nel masterplan inviato a Enac, prevede una pista di 2.400. Una scorrettezza procedurale. Io credo che 2.000 metri sia già un punto di equilibrio rispetto alle esigenze di Prato e della piana fiorentina, ai rapporti funzionali tra i due aeroporti».

Che dovrebbero essere?

«A Firenze un city airport per business e turismo d’élite; a Pisa i low cost, percorrenze di medio raggio e qualche volo intercontinentale. Due scali che lavorano insieme senza concorrenza interna. La concorrenza va fatta a Bologna».

Torniamo alla pista. Che succede se Enac girerà alla Regione il masterplan da 2.400?

«Andrà rispedito al mittente. Ma a quel punto si blocca tutto».

L’indicazione di Enac potrebbe prevalere sui poteri della Regione in materia urbanistica?

«Sarebbe la prima volta in Italia che accade e la Regione dovrebbe opporsi. Un masterplan può assumere valenza urbanistica, ma se lo approva la Regione».

Tra Firenze e Pisa il matrimonio si annuncia difficile?

«No, basta tener conto delle differenze. Da una parte abbiamo un aeroporto come Pisa, gestito bene dal pubblico con manager capaci, che ha creato ricchezza con investimenti in autofinanziamento. Dall'altra un aeroporto in cui la spinta del pubblico ha dovuto supplire e rilanciare rispetto alla gestione privata».

Niente fusione?

«Prima di mollare completamente alla gestione privata di una società unica, penso che il progetto di holding, come fase intermedia, debba essere la strada maestra».

Eppure Rossi si è impegnato per favorire l'arrivo di Eurnekian.

«E ha fatto bene, ma non significa cedere tutto. I soci pubblici devono agire in accordo, l’operazione va condivisa. E se la Regione chiederà la dismissione delle quote, questa dovrà essere subordinata alla decisione comune del Patto. Nel frattempo con lo strumento della holding si può cominciare a lavorare in sinergia, con nuovi patti parasociali».

Come?

«Dando ai privati la gestione operativa sulle attività ordinarie (nuovi voli, strategie commerciali) e riservandosi la parola su piano industriale e fusioni».

A che punto è il lavoro sulla holding?

«Siamo alla stretta finale, entro 15-20 giorni saranno presentati i risultati, con le valutazioni di Kpmg che stabiliscono i valori di concambio tra le due società». (p.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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