Sicurezza
Protesta anti-sfratti Scattano 7 denunce e altre sono in arrivo
I giovani di Prendocasa si erano opposti sia alla polizia che all’ufficiale giudiziario impedendo l’ingresso
PISA. Alla fine, dopo la contestazione contro lo sfratto in via Sanguigno, sono arrivate le denunce per sette giovani di "Prendocasa". E altre sono in arrivo quando la polizia avrà terminato le identificazioni. Resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio a pubblico ufficiale violenza privata sono i reati contestati.
Il fatto era accaduto il 12 marzo quando un gruppo di “Prendocasa” impedì all'ufficiale giudiziario e alla forza pubblica l'esecuzione del provvedimento di sfratto disposto dal giudice. L'ufficiale giudiziario era intervenuto in via Sanguigno per eseguire uno sfratto già piu volte rinviato a causa dell'opposizione dei giovani di "Prendocasa". L’ufficiale aveva nuovamente trovato un cordone di oltre 20 persone, tra cui anche diversi extracomunitari che hanno impedito l'ingresso allo stabile.
Anche il tentativo della forza pubblica di entrare all’interno dello stabile ha trovato la ferma opposizione di coloro che componevano il cordone. Secondo la polizia, dai giovani di “Prendocasa” sarebbero arrivati spintoni accompagnati da offese verbali nei confronti dei poliziotti e dell'ufficiale giudiziario, oltre che dell'avvocato della proprietà. È stata impedita, così, l’esecuzione materialmente del provvedimento della magistratura.
Gli immediati accertamenti svolti dalla questura al momento della protesta hanno consentito di individuare sette persone che unitamente ad altre persone in corso di identificazione sono stati segnalati alla competente autorita giudiziaria per i reati di resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e violenza privata.
Attualmente, sono al vaglio le posizioni sul territorio italiano di soggetti extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno che dovessero essere riconosciuti come partecipanti e concorrenti ai comportamenti accaduti in via Sanguigno.
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