Il Tirreno

Pisa

Il pane di San Rossore e un albo dei produttori

di Giovanni Parlato
Il pane di San Rossore e un albo dei produttori

Tra i prodotti tipici del Parco anche pagnotte e sfilatini prodotti nella Tenuta Una parte del grano sarà venduta a Unicoop Toscana e al Mulino di Montaione

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PISA. Sono tanti i progetti che fervono all’Ente Parco di San Rossore. Oltre al turismo, l’altro filone su cui puntano presidenza e direzione è l’agricoltura. «Cerchiamo di sostenere i nostri prodotti sia attraverso la produzione che la promozione», afferma Fabrizio Manfredi, presidente dell’Ente Parco.

E fra le prossime novità che verranno prodotte c’è anche “il pane di San Rossore” che sarà prodotto con grano coltivato all’interno della Tenuta. Ma oltre che produrre un pane con grano di alta qualità «bisognerà agire - continua Manfredi - per attivare canali di distribuzione e commercializzazione».

In questo contesto s’inserisce il Pif (Piano integrato di filiera) che ha individuato due punti dove commercializzare il prodotto: Unicoop Toscana e il Mulino di Montaione. A queste due realtà, l’Ente Parco ha già comunicato l’elenco degli agricoltori del Parco che hanno accettato il progetto ed anche la quantità e qualità di grano con cui si potranno fare tre tipi di pane.

«Sì, la produzione sarà divisa in tre livelli - spiega il presidente Manfredi -. Il primo sarà il pane prodotto con grani antichi, granaglie speciali. E questo pane sarà fatto dalle nostre aziende, una produzione tutta all’interno della Tenuta. Sarà un pane di nicchia che sarà venduto soltanto a Pisa e nei dintorni. Il secondo livello vede la produzione del pane fatto dai produttori del Parco, un pane di qualità, ma destinato ai supermecati. In pratica, il grano che nasce nella nostra terra, di grandissima qualità, sarà venduto sia a Unicoop Toscana che al Mulino di Montaione. Il terzo livello di produzione prevede un pane che nasce da grani che appartengono tradizionalmente a tutta la Toscana».

Per incrementare la vendita del pane come di altri prodotti, l’Ente Parco ha firmato una convenzione con la Asp di Viareggio, un’azienda specializzata in pluriservizi fra cui la gestione delle mense. E si sta studiando, grazie alla Regione Toscana, la piattaforma regionale delle mense al fine di incrementare la commercializzazione.

Manfredi sottolinea l’importanza di un altro progetto di forte sostegno alla commercializzazione dei prodotti tipici del Parco. «Vogliamo creare un albo dei nostri produttori agricoli», spiega il presidente che aggiunge: «In questo modo, il prodotto sarebbe riconoscibile, chi compra sarebbe informato che il prodotto nasce nel Parco ed è stato lavorato da uno dei nostri duecento produttori».

La presidenza del Parco è anche molto attenta a quello che è il passaggio dalla produzione alla trasformazione del prodotto. L’intenzione, pertanto, è quella di contattare le associazioni di categoria del turismo, dell’agricoltura e dell’artigianato per mettere a punto questo passaggio di cui sono parte integrante i giovani e gli studenti. «La formazione ad hoc sul prodotto tipico è fondamentale - conclude Manfredi - e per questo ci rivolgeremo alle scuole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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