Sicurezza
Presidio antisfratto alla Società della salute
Una ventina di militanti di Prendocasa hanno anche bloccato l’uscita dagli alloggi di due famiglie
PISA. Prima i picchetti antisfratto, poi un corteo e la protesta sotto la sede della Società della salute. Una ventina di militanti del Progetto Prendocasa, insieme ad alcune famiglie in emergenza abitativa, si sono ritrovati sotto la sede pisana della Società della salute per protestare contro gli sfratti e per chiedere un incontro al fine di valutare soluzioni per l'emergenza abitativa.
I manifestanti si sono radunati in presidio dopo aver bloccato lo sfratto di due famiglie, una a Pisa, in via Sanguigno, l'altra a Cascina. Particolarmente movimentato il picchetto in via del Sanguigno, a Pisanova, dove, oltre all'ufficiale giudiziario, si sono presentate «tre volanti della polizia» per eseguire lo sfratto di una famiglia bengalese che dallo scorso giugno (dopo la perdita del lavoro) non riesce a pagare il canone di affitto del bilocale dove risiede. «Si tratta del terzo accesso – spiegano i manifestanti –. L'ufficiale giudiziario si è presentato con la polizia, nonostante il rinvio dello sfratto al prossimo 11 aprile. Il rinvio è stato quindi un bluff – accusano i manifestanti -, per evitare opposizioni al prossimo accesso e permettere all'ufficiale giudiziario di eseguire tranquillamente lo sfratto». Non è mancato qualche momento di tensione, soprattutto quando l'ufficiale giudiziario ha tentato di accedere nell'abitazione con i manifestanti schierati davanti l'ingresso. Dopo aver ottenuto il rinvio dello sfratto al 31 marzo, gli attivisti di Prendocasa e le famiglie in emergenza abitativa hanno improvvisato un corteo per le strade cittadine e si sono diretti verso la sede della Società della salute per protestare «contro gli sfratti e il comportamento degli ufficiali giudiziari» e per chiedere la convocazione di un tavolo al fine di «cercare misure contro l'emergenza abitativa».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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