Sicurezza
Jessica tradita dal cuore malato
Pisa: ipotesi di malformazione congenita come causa del decesso. Folla in chiesa per l’addio alla giovane
PISA. Potrebbe essere stata una malformazione cardiaca congenita e mai conosciuta, la causa della morte di Jessica Taibi, la 21enne trovata senza vita alle 4,30 di martedì 11 marzo in via Pietrasantina all’altezza del cimitero.Un blackout senza preavviso che ha spezzato una giovane vita. Il corpo di Jessica è stato rinvenuto sul giglio destro della strada e a qualche metro il suo scooter. È caduta mentre stava tornando a casa dopo aver passato la serata con gli amici in centro. Il cuore si è fermato e quando il primo soccorritore le si è avvicinato era già deceduta.
L’addio. Sono le 14.45 quando il rintocco delle campane interrompe il silenzio alla pubblica assistenza di Arena Metato. Si accendono i motori, la macchina è pronta per portare la bara di Jessica alla chiesa di San Jacopo.La seguono i parenti e gli amici più stretti. La mamma, Anna Gianforte, chiusa in un dolore composto.Nel frattempo la chiesa si riempie di persone di ogni età: bambini coetanei del fratello minore di Jessica, Mirko, i parenti, gli amici e i conoscenti. Commossi, si stringono intorno alla famiglia.Il parroco, don Carmelo Manti, dà inizio alla cerimonia: «Le parole umane, in un momento così difficile, non sono adatte a spiegare una morte così improvvisa né a colmare una tale perdita. Meglio stare in silenzio e pregare per chi è nella piena sofferenza».Il parroco cerca di interpretare il forte sgomento di un'intera comunità leggendo la parabola del buon servo: «Il messaggio del Vangelo è un messaggio di speranza. Il nostro augurio è che ora Jessica e il padre si siano riuniti, nel segno dell'amore di Dio. Se viviamo di fede sappiamo affrontare questi momenti così difficili. La speranza è che la nostra anima sia sempre accompagnata da Dio».Segue il saluto della catechista di Jessica, visibilmente commossa: «Ciao Jessica, sono la tua catechista. Sono qui incredula e addolorata. La recita nella quale ti eri impegnata è rimasta impressa nei nostri cuori. Tutto il paese è in lutto per questo vuoto che hai lasciato. Eri gioiosa, allegra, generosa. Ovunque tu sia, noi siamo sicuri che tu ora ci guardi e ci sorridi».
Il ricordo. La messa continua. La chiesa è piena di gente. I presenti pregano con gli occhi lucidi. Le lacrime scendono copiose. Finita la messa, gli amici aspettano fuori l'uscita della bara bianca, coperta di fiori bianchi e rosa.Le campane suonano tra i singhiozzi della gente. In cielo vengono liberati alcuni palloncini bianchi, Alcuni ragazzi alzano uno striscione rivolto alla loro cara amica che non c’è più: “Non muore chi vive nel cuore di chi resta”.Da una macchina parcheggiata vicino alla chiesa risuona la celebre canzone "Over the rainbow" (Sopra l'arcobaleno): l'augurio e la speranza dei tanti che volevano bene a Jessica. Il feretro è stato tumulato nel cimitero di Metato nella stessa tomba dove riposa da alcuni anni il papà.
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