Attenzione
Trasporto pubblico, è rottura
Il vertice della Ctt Nord: «Tante sigle sindacali non aiutano a trovare una sintesi valida per tutti»
PISA. Il tavolo della trattativa si è interrotto (per l'ennesima volta)fra Ctt Nord e sindacati. Al momento, il barometro segna bassa pressione con forte rischio di temporali. Incontri su incontri alla fine non hanno portato a nulla di concreto, a nessuna firma su un accordo che potesse segnare il punto di equilibrio di una trattativa difficilissima e tortuosa. Da una parte abbiamo l'azienda rappresentata da Alberto Banci, amministratore delegato, e dall'altra i sindacati con le varie sigle territoriali. Ed è proprio questa eterogeneità delle sigle sindacali, secondo il vertice aziendale, a creare un elemento di difficoltà che nega un punto d'accordo che possa andare bene per tutti. Consideriamo che i sindacati devono rappresentare tre realtà diverse (ex Cpt Pisa, ex Atl Livorno e ex Clap Lucca) ora riunite insieme e che ogni realtà ha i suoi rappresentanti territoriali e regionali.
«Nonostante nella sostanza ci siano posizioni molto vicine fra loro - afferma Banci - quando si arriva al punto di consolidare la posizione, proprio perché ci sono troppe sigle sindacali inizia il balletto delle richieste con i vari distinguo. Purtroppo, la trattativa è prigioniera di questa situazione. Non abbiamo di fronte un interlocutore che arriva alla sintesi, quello che può andare bene per uno non va bene con un altro e tutte le volte si riparte da capo. Il tavolo si è interrotto proprio a causa di questa dinamica. Noi siamo disponibili a modificare la regolamentazione adottata in questo momento, ma per farlo bisogna avere degli accordi. Noi prendiamo atto che c'è una frammentazione di posizioni con cui è difficile arrivare a una sintesi».
L'evoluzione quale potrà essere? «Abbiamo un regolamentazione aziendale che premia molte persone. E i dipendenti che hanno una prestazione normale - risponde Banci - sono soddisfatti, tutto il mondo lucchese, per esempio, porta a casa più soldi. E con questa regolamentazione, andremo avanti. Nel frattempo vediamo se, prendendoci ciascuno una pausa di riflessione, tutti gli attori riusciranno a fare il punto sulle vere richieste con lo scopo di trovare un'intesa e, magari, su questa base organizzare un altro confronto».
A dicembre ci fu l'importante opera di mediazione del Prefetto, Francesco Tagliente, il quale convocò le parti le quali trovarono poi un accordo. In quel modo venne scongiurata una raffica di scioperi e proteste nel trasporto pubblico. Nell’attuale situazione, il prefetto potrebbe di nuovo essere la figura istituzionale in grado di mettere pace fra i due contendenti?
«Per sua funzione, il prefetto non è un mediatore, ma può essere un facilitatore dell'incontro» risponde l’amministratore delegato di Ctt Nord che aggiunge: «Può riportarci ad un tavolo in sede prefettizia. Noi sappiamo dove possiamo arrivare, e abbiamo dei vincoli ben precisi di bilancio e di sostenibilità oltre i quali non possiamo andare. Forse in quella sede ci potrebbero essere le condizioni per fare qualcosa di più, ma se a quel tavolo arrivano troppi interlocutori senza una sintesi, si corre il rischio di non finire mai».
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