Il Tirreno

Pisa

Prelievi di mucosa dalla bocca dei bimbi contro le malattie

di Gianluca Campanella

PISA. A duecento bambini tra 6 e 8 anni di varie scuole cittadine sarà prelevato un campione di mucosa della bocca due volte: all’inizio del prossimo autunno e nell’estate 2015. Incrociando i dati...

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PISA. A duecento bambini tra 6 e 8 anni di varie scuole cittadine sarà prelevato un campione di mucosa della bocca due volte: all’inizio del prossimo autunno e nell’estate 2015. Incrociando i dati delle colture cellulari con quelli forniti da un questionario compilato dai genitori e da una stazione di rilevamento posta all’esterno della scuola, sarà possibile capire tre grandi temi: come interagisce l’organismo dei piccoli con l’inquinamento atmosferico, se ci sono degli indicatori utili che facciano da precursori per prevenire le malattie e come modificare le politiche ambientali ed educative per migliorare lo stile di vita dei cittadini.

La ricerca si chiama Mapec, è inserita nel programma europeo Life+ e mette in collaborazione numerose istituzioni, al punto che c’erano ben sei rappresentanti di altrettanti enti a illustrarlo ieri in conferenza stampa: Roberto Lorenzi, direttore del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa; Annalaura Carducci, docente responsabile dell’Unità di ricerca dell’Ateneo; Maria Luisa Chiofalo, assessore comunale alle Politiche socioeducative e scolastiche; Maria Cristina Felline, della Società della Salute; Emanuela De Franco, del Dipartimento di prevenzione Asl 5; Fabrizio Bianchi, dirigente di ricerca del Cnr.

Il progetto ha ricevuto l’approvazione di tutti i comitati etici, sarà presentato in tutte le scuole con una campagna informativa dedicata e selezionerà solo bambini su cui sarà arrivato il doppio consenso: quello dei genitori e quello degli stessi allievi. I questionari compilati dai genitori servono per una più accurata ricerca che metta in relazione non solo l’ambiente scolastico, ma anche lo stile di vita delle singole famiglie.

Mapec, quindi, affianca all’aspetto scientifico anche il valore sociale della ricerca: finora sono state condotte ricerche solo a posteriori, cioè incrociando l’anagrafe dei decessi e delle malattie con la situazione epidemiologica del territorio. I bambini, invece, sono i più suscettibili alle condizioni ambientali, ma reagiscono con più rapidità. Si spera di individuare dei marcatori reversibili che permettano di fare prevenzione e dei comportamenti virtuosi che possano essere insegnati a tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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