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Palpeggia figlia dell’ex: condannato per violenza sessuale

Palpeggia figlia dell’ex: condannato per violenza sessuale

PISA. Lui aveva 65 anni. Lei 18, compiuti da un paio di mesi. Si conoscevano perché l’uomo aveva avuto una relazione con la mamma. Tutti abitano a Livorno. Con la scusa di darle un passaggio la fece...

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PISA. Lui aveva 65 anni. Lei 18, compiuti da un paio di mesi. Si conoscevano perché l’uomo aveva avuto una relazione con la mamma. Tutti abitano a Livorno. Con la scusa di darle un passaggio la fece salire in auto e poi la portò in un luogo appartato, a Coltano. E qui tentò un approccio sessuale non andato a buon fine grazie alle resistenze della giovane che durante le avances sempre più spinte di quell’adulto più grande di lei di 47 anni arrivò a dirgli: “Ma che sei pedofilo?” Gli assalti, accompagnati da abbracci e palpeggiamenti, a quel punto cessarono. Ma quando la ragazza tornò a casa raccontò tutto alla mamma e dopo qualche giorno insieme andarono dai carabinieri per presentare la querela.

Rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale, nella fattispecie di minore gravità, l’uomo, di 67 anni, di Livorno (omettiamo il nome per tutelare la parte offesa, ndr) è stato condannato dal secondo collegio del Tribunale (presidente Saluti, a latere Degl’Innocenti e D’Auria) a un anno e 2 mesi di reclusione. Pena sospesa. Il pm Antonio Giaconi aveva chiesto 7 mesi. L’episodio risale al pomeriggio del 14 dicembre 2012. L’uomo incrocia a una fermata del bus a Livorno la figlia della sua ex compagna. Si ferma e la invita a salire in macchina per portarla dove la ragazza deve andare. Solo che anziché prendere la direzione di Collesalvetti, vira verso nord. Arrivato nelle campagne di Coltano si ferma in una zona isolata. Con un braccio cinge la neo maggiorenne intorno al collo e con l’altra mano le palpeggia le cosce per arrivare alle parti intime. La ragazza, mingherlina e che dimostra meno della sua età, fa resistenza. Allora il 67enne si sposta sui sedili posteriori. E lei gli chiede, impaurita, se vuole avere un rapporto sessuale. L’uomo, che non ha mai negato le avances sottolineando solo che si è trattato di un tentativo di approccio e non di un rapporto consumato, fa marcia indietro. Torna al posto di guida e riporta a casa la figlia della sua ex come se nulla fosse. Ma la ragazza è sotto choc e confida alla mamma quello che le è accaduto. Una brutta storia che viene messa nero su bianco nella querela presentata ai carabinieri di Stagno e che dà il via al processo concluso con la condanna dell’imputato. Un incensurato che ha perso la testa senza saper frenare i propri istinti sessuali per quella che poteva essere la sua nipotina.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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