Sicurezza
«Mi hanno licenziata ma non mi abbatto. E ora vendo gelati»
Pisa: la storia di Ilaria Santerini e del compagno Simone Saviozzi che hanno rilevato un’attività in piazza dell’Arcivescovado
(Nella foto Ilaria Santerini nella sua gelateria in piazza dell'Arcivescovado)
PISA. Anche in tempo di crisi non mancano gli imprenditori disposti a mettersi in gioco. Ma spesso passione e competenza non bastano. Occorrono intraprendenza e una buona dose di coraggio. Quello che ha spinto Ilaria Santerini, 39 anni, e il compagno Simone Saviozzi, 46 anni, ad avviare una nuova attività e lanciare, anche per necessità, una sfida alla stretta economica. Da pochi giorni hanno infatti rilevato la gestione di una gelateria in piazza dell’Arcivescovado, a due passi da Piazza dei Miracoli. Un’attività, inaugurata lo scorso 1 marzo, che è il prodotto di un mix di necessità, passione e audacia.
Entrambi pisani, due figli di 11 e 8 anni, dopo molti lavori stagionali e un licenziamento si sono trovati di fronte ad un bivio: restare immobili e aspettare che accada qualcosa o mettersi in gioco e rischiare. Spinti dalla passione per i gelati hanno imboccato la seconda strada, rilevando la gestione di una vecchia gelateria quasi con vista Torre. Un nome semplice (“Gelateria”), un piccolo locale con annesso laboratorio, ma tanta passione ed esperienza nel settore. Una sfida alla crisi che nasce da una necessità oggettiva: andare avanti. «Ho lavorato tre anni come dipendente stagionale di tre gelaterie diverse - racconta Ilaria -. Poi sono stata assunta in una cooperativa, ma licenziata lo scorso mese dopo che la società ha perso l’appalto per cui lavoravo. Il mio compagno lavora invece in una cooperativa come archivista dell’azienda ospedaliera, ma quando ti trovi con un solo stipendio e due bambini è un problema andare avanti. Abbiamo deciso di buttarci in questa avventura, trovando una buona occasione: rilevando la gelateria non abbiamo dovuto investire grandi capitali, altrimenti non saremmo riusciti ad avviarla».
Sorrisi e gentilezza sono le armi che Ilaria Santerini sfodera con i clienti. «I più difficili da gestire sono i turisti stranieri: ci vuole molta pazienza», dice scherzando. È ancora difficile fare un primo bilancio, ma a poco più di dieci giorni dall’apertura si dicono soddisfatti. «L’attività è partita abbastanza bene - continua Santerini - ma il gelato va d’accordo soprattutto con il caldo e quindi aspettiamo, con ansia, la bella stagione. Siamo fiduciosi e speriamo che quest’avventura duri nel tempo».
Le preoccupazioni maggiori sono quelle che accomunano la maggior parte degli imprenditori e dei commercianti: burocrazia, tasse e vincoli vari imposti dallo Stato. «È ancora troppo presto, ma sicuramente inizieremo a lamentarci anche noi - conclude Santerini -. Questa, purtroppo, è l’Italia». E non sempre si trova uno Stato che è disponibile a tendere una mano.
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