Sicurezza
Ristorante pisano a Ibiza contro tasse e burocrazia
La famiglia Poli ha venduto la propria casa a San Giusto e aperto un’attività nell’isola delle Baleari. «In Italia con le nostre forze non era possibile»
PISA. C’è un pisano - anzi più di uno - ad Ibiza. Non è l’inizio di una barzelletta livornese, ma un sogno che si avvera per Veronica e la sua famiglia. Una storia di coraggio imprenditoriale, e non solo, che collega le sponde dell’Arno direttamente con le spiagge delle Baleari.
Veronica Poli, accompagnata dal marito Roberto e dal figlio Thomas, ha fatto il grande salto: insieme hanno mollato tutto e sono diventati una sorta di ambasciatori della pisanità nel mondo.
Il luogo scelto per la loro attività nell’isola spagnola è la centralissima Calle Juan d’Austria, è lì che per i turisti provenienti da tutto il mondo campeggia l’insegna rossa con la croce pisana del ristorante “Dal pisano”. Il menù, manco a dirlo, è strettamente “importato”: dalla pappa al pomodoro alla zuppa passando per l’arista al forno con le patate. Veronica conquista i palati spagnoli con le specialità nostrane, e su questa strategia non ha mai avuto dubbi.
«Lo abbiamo fatto soprattutto per dare un futuro a nostro figlio - esordisce Veronica -. Io lavoravo per la Elior, la società che si occupa di refezione scolastica per il Comune, mentre mio marito faceva la guardia giurata. Avevamo anche un bar, con i nostri genitori, nel quartiere San Giusto, ma il nostro sogno era aprire un piccolo ristorante a conduzione familiare».
Sogno che però, in Italia, stentava a realizzarsi e sui motivi conviene prestare attenzione ai motivi. «Ci abbiamo provato - continua la signora Veronica - ma gli affitti dei locali erano troppo alti, avevamo di fronte troppa burocrazia e troppe tasse: con le nostre forze non ce l’avremmo fatta».
Così un amico le ha parlato di Ibiza. Prima un vacanza nell’isola per studiare il posto, poi un soggiorno più lungo per capire la fattibilità del progetto e, alla fine, dopo un breve corso di spagnolo, la decisione di partire. «Abbiamo venduto la casa di Pisa - racconta Veronica Poli - per avere il capitale iniziale. C’è voluto molto coraggio, ma di questi tempi se non rischi, se non ti muovi, non riesci a fare niente».
A gennaio il trasferimento definitivo e, come a volte accade, un segno che la strada era quella buona: «Stavamo guardando vari locali dove poter aprire il ristorante e ne troviamo uno che al suo interno ha un murales con tutti i monumenti italiani e la Torre in primo piano. Abbiamo capito che era quello giusto».
Quello che trovano è anche una comunità di italiani all’estero molto unita. «Quando siamo lontani dal nostro Paese diventiamo migliori - racconta Veronica - e qui ci sono tanti italiani che ci hanno aiutato nei primi passi, che hanno sparso la voce, ogni giorno qualcuno passava per chiedere se avevamo bisogno di qualcosa».
Differenze con l’Italia: «Dal lato commerciale c’è molta più libertà: meno burocrazia, qui ti danno una possibilità di lavorare. Tutti i permessi li puoi ottenere quando hai già cominciato. E poi la gente del posto è gentilissima, c’è molta sicurezza, i prezzi delle materie prime sono più abbordabili. Insomma, Ibiza non è solo movida, ma un posto bellissimo dove vivere anche tranquillamente». Avevano bisogno di una possibilità e l’hanno trovata, difficile che Veronica e la sua famiglia tornino presto.
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