Sicurezza
Muore lungo la strada mistero sulle cause
La vittima, 21 anni, è stata trovata accanto al suo scooter in via Pietrasantina Stava tornando a casa dopo una serata in centro. Nessun segno di ferite
PISA. Il corpo steso sul ciglio della strada, fuori dalla carreggiata, quasi appoggiato a un muretto. Il casco ancora in testa, allacciato. Poco distante lo scooter.
Una scena che ha allarmato l’automobilista in transito in via Pietrasantina che alle 4,30 circa di ieri mattina prima si è fermato per capire cosa fosse accaduto.
Poi ha telefonato al 118. L’arrivo dell’ambulanza con il medico a bordo ha fugato ogni speranza. Quel corpo senza vita era di Jessica Taibi, 21 anni, residente con la mamma e il fratello minore in via Turati ad Arena Metato. Un mistero le cause del decesso.
Sarà l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore di turno, Paola Rizzo che stamani affiderà l’incarico al medico legale, a chiarire le origini di una morte che pone interrogativi e lascia sgomenti quanti conoscevano Jessica.
I soccorsi. Del caso si occupa la polizia stradale. Le prime volanti sono intervenute in via Pietrasantina, nel quartiere di Porta Nuova, nella zona del cimitero, dopo l’arrivo dell’ambulanza e del medico che ha potuto solo confermare che il cuore della giovane si era fermato.
Le ipotesi. Una prima ipotesi presa in considerazione e poi accantonata è stata quella dell’auto pirata. Jessica, al rientro a casa dopo la serata passata con gli amici in centro a Pisa, non sarebbe stata urtata da un’auto poi in fuga.
Sullo scooter non ci sono segni di ammaccature, né indizi su possibili collisioni con altri veicoli.
Potrebbe, magari, essere stata messa in difficoltà da un mezzo che, pur senza urtarla, le ha fatto perdere l’equilibrio. La caduta, quindi, esaminando questo scenario, sarebbe precedente al decesso.
Anche se al momento l’ipotesi più accreditata, che dovrà ricevere il timbro ufficiale del medico legale, resta quella del malore improvviso. Tutti gli indizi raccolti finora vanno in quella direzione.
Per Jessica il fato ha premuto quell’interruttore capace di spegne per sempre il cuore leggero di una 21enne che si affaccia alla vita in uno slalom tra sogni, speranze e immancabili delusioni. Ma con l’entusiasmo della giovinezza.
Nessun segno di ferite. Sul corpo non ci sono i segni che gli incidenti lasciano con la violenza di un impatto traumatico. Secondo le testimonianze raccolte dai poliziotti, Jessica non avrebbe fatto abuso di alcolici o altre sostanze.
Altri amici verranno sentiti per ricostruire gli ultimi momenti della giovane.
Da quanto risulta agli inquirenti, Jessica non soffriva di particolari patologie.
Solo l’autopsia, in programma tra oggi e domani, potrà svelare eventuali malattie congenite o malformazioni cardiache di cui la vittima e i suoi familiari non erano mai stati a conoscenza.
L’esame autoptico si concentrerà sugli esami del sangue, dei tessuti e del cuore alla ricerca di risposte per spiegare una tragedia che ha avuto l’effetto di una scossa elettrica quando la notizia ha iniziato a circolare su web e sociale network.
Solo dopo il nulla osta del magistrato sarà possibile celebrare il funerale della giovane in programma entro la fine della settimana.
Chi era. Jessica Taibi, dopo il diploma in indirizzo turistico all’istituto Pacinotti di Pisa, aveva fatto piccoli lavori saltuari. Come tanti coetanei era alla ricerca di un impiego stabile.
Orfana di padre, Gioacchino morto alcuni anni fa, viveva con la mamma Anna Gianforte, 48 anni, commessa da Scarpamondo a Pisa - il negozio ieri è rimasto chiuso per lutto - e il fratellino Mirko, 13 anni, in un appartamento di un condominio in via Turati.
Sul suo profilo Facebook, uno scrigno privato esposto alla curiosità del mondo, la giovane amava postare foto dei viaggi fatti in compagnia degli amici. Berlino, la Spagna, i più recenti.
La foto del profilo la ritrae nel deserto di Fuerteventura. Era l’agosto scorso. Sorridente, allegra. L’ultima estate prima che il destino se la portasse via.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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