Sicurezza
«La mafia voleva far saltare la Torre»
PISA. «Un giorno Gioè mi disse: cosa accadrebbe se sparisse la Torre di Pisa?». Lo ha raccontato l'ex collaboratore di giustizia ed eversore nero Paolo Bellini, deponendo a Palermo al processo sulla...
PISA. «Un giorno Gioè mi disse: cosa accadrebbe se sparisse la Torre di Pisa?».
Lo ha raccontato l'ex collaboratore di giustizia ed eversore nero Paolo Bellini, deponendo a Palermo al processo sulla trattativa Stato-mafia.
La sinistra frase detta dal boss stragista e profetica, visti gli attentati mafiosi del '93 al patrimonio artistico italiano, sarebbe stata riferita da Bellini al maresciallo Roberto Tempesta, il sottufficiale in servizio al Nucleo Tutela Patrimonio Artistico che avrebbe fatto infiltrare Bellini nella mafia.
«Ma quando dissi al maresciallo Tempesta quella frase cosa fecero? Nulla di nulla», ha concluso Bellini.
Lo stesso riferimento alla Torre come bersaglio della mafia venne confermato a fine gennaio, nello stesso processo, dal pentito Gioacchino La Barbera. Il testimone aveva già raccontato questo piano nel giugno del 1997. Quello che emerge in queste settimane dal processo, dunque, non è una rivelazione, ma solo la conferma di dichiarazioni già note.
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