Finanza
Picchiato e rapinato in camera da letto
Un pensionato nel mirino di quattro banditi. Gli hanno anche puntato un cacciavite alla gola: bottino di orologi e preziosi
PISA. Lo hanno bloccato a letto mentre guardava la tv. «Dicci dov’è la cassaforte e dove sono i soldi e non ti succede niente» gli hanno urlato i quattro banditi con il passamontagna accompagnando la minaccia con schiaffi, pugni e colpi di torcia nella testa.
Botte e minacce. Lui, Vinisso Solforetti, 77 anni, ex pasticciere in pensione, non ha tentato di reagire a quella scarica di violenza che lo ha lasciato senza parole. Anzi, qualcosa è riuscito a dirlo: «Non ho niente».
Una risposta che ha indispettito i rapinatori, uno dei quali è arrivato a puntargli un cacciavite alla gola per rendere più convincenti le richieste di soldi e preziosi. Il bottino è ancora da inventariare nel dettaglio.
Orologi e gioielli. Stando alla vittima del colpo sono stati portati via almeno 4-5 orologi di pregio, un blocchetto degli assegni, anelli, collane e gioielli vari per un valore di alcune decine di migliaia di euro.
Teatro della rapina avvenuta sabato sera è stata una villa in via Massarenti nel quartiere di Barbaricina.
Zona residenziale, silenziosa. Un rettilineo perpendicolare al viale delle Cascine, di fronte alla clinica di San Rossore, che mette in fila una sequela di dimore di pregio che si stagliano nel verde dell’immediata periferia.
Un’atmosfera ovattata con giardini curati e la quiete di residenze signorili.
Raid al buio. A rompere l’armonia del quartiere sono stati quattro malviventi che sabato poco dopo le nove hanno scavalcato il cancello della villa di Solforetti e, dopo aver forzato la porta del garage si sono introdotti nell’abitazione. In quel momento il pensionato era da solo in casa. Si trovava a letto. Stava guardano la tv.
Nessun rumore ha preceduto l’irruzione nella camera che è stata improvvisa.
Commando. Tutti e quattro i componenti la banda avevano il volto coperto con un passamontagna e si sono mossi con passi felpati.
Qualcuno parlava italiano, altri con l’accento dell’Est. Le intenzioni sono state subito chiare. Hanno aggredito il pensionato rimasto sempre sotto le coperte. A suon di schiaffi e pugni gli hanno intimato di svelare l’esistenza della cassaforte o dove nascondesse i soldi.
Cacciavite alla gola. La punta di un cacciavite appoggiata alla gola è servita a sottolineare la serietà delle minacce che non hanno, però, sortito grandi effetti.
Mentre un bandito teneva immobilizzato Solforetti tappandogli la bocca con una mano, i complici hanno ispezionato ogni anfratto della villa. Dalla cucina al bagno e al salotto. Persino la soffitta è stata perlustrata. Hanno tirato giù diverse valigie, svuotandole, senza trovare alcunché.
Il conto finale della refurtiva è ancora incerto.
Di sicuro ci sono diversi orologi, tra i quali quello sfilato dal polso sinistro del pensionato, monili e collane d’oro.
Quasi un’ora di terrore. Per almeno una cinquantina di minuti, Solforetti è rimasto in balìa dei banditi. Poco dopo le 22 se ne sono andati. Non prima, però, di essersi assicurati un minimo vantaggio nel caso l’uomo avesse voluto lanciare l’allarme.
Hanno preso delle maglie dai cassetti e gli hanno legato mani e piedi. Quindi sono fuggiti.
Le nipoti, non ricevendo risposta alle telefonate, si sono allarmate. Poi è rientrata la moglie che verso le 23 ha trovato il marito legato e sotto choc. E la casa messa a soqquadro senza alcuna stanza risparmiata dal passaggio dei banditi. Ha chiamato il 113 e sul posto si sono precipitate le volanti della questura con gli agenti della squadra mobile e della scientifica per i primi rilievi alla ricerca di tracce utili alle indagini.
Nello stesso momento sono stati effettuati posti di blocco e rastrellamenti andati avanti per tutta la notte a caccia dei malviventi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
