Sicurezza
«Per battere l’emergenza casa via le Università dal centro»
PISA. Riforma del mercato immobiliare, residenze pubbliche e delocalizzazione delle Università. Questa, in sintesi, la ricetta di Confedilizia per far fronte all'emergenza abitativa e allo...
PISA. Riforma del mercato immobiliare, residenze pubbliche e delocalizzazione delle Università. Questa, in sintesi, la ricetta di Confedilizia per far fronte all'emergenza abitativa e allo spopolamento del centro storico di Pisa.
«Le Università – spiega Giuseppe Gambini, presidente di Confedilizia – occupano circa l'80% degli immobili del centro storico, dove continuano ad ampliarsi anche con scelte sbagliate. La soluzione potrebbe essere la delocalizzazione delle Università a Tombolo o nella caserma Bechi Luserna».
Ad influire sull'emergenza abitativa e sulla crisi dell'edilizia è anche la tassazione sulla casa che si riversa sugli affitti. Secondo Confedilizia, l'aumento delle tasse nel 2012 è costato 355 miliardi di euro ai proprietari di immobili (15 miliardi in più rispetto al 2011) che ha generato il crollo delle compravendite (-20-25%), la diminuzione degli investimenti (14 miliardi in meno) e un alto tasso di licenziamenti: in due anni gli occupanti nell'edilizia si sono ridotti di 240mila unità e altri 130mila addetti sono in cassa integrazione.
Alla crisi del settore si aggiungono la diminuzione di alloggi popolari e la proroga degli sfratti.
«Si cerca di contenere l'emergenza abitativa, ma non di risolverla – conclude il presidente di Confedilizia –. L'unica soluzione è l'edilizia pubblica (accompagnata dalla riduzione delle tasse) che, in Italia, è ferma al 4% sul totale degli alloggi, contro il 35% dell'Olanda, prima in Europa per alloggi popolari». (d.r.)
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