Il dolore
Le buone maniere per conquistare il mercato cinese
Iniziativa promossa da Confcommercio: la direttrice dell’Istituto Confucio spiega agli imprenditori come comportarsi con i clienti del colosso asiatico
PISA. Una distanza più culturale che geografica quella che separa l’Italia dalla Cina. E se per la seconda oggigiorno basta prendere un aereo o collegarsi via internet con l’altro capo del mondo, superare la prima non è altrettanto facile.
Ma con i cinesi e la loro prepotente economia bisogna averci a che fare, quindi ecco che risultano molto utili i consigli che Ester Armentano, direttrice italiana dell’Istituto Confucio, ha elargito durante un incontro sull’internalizzazione organizzato da Confcommercio.
Dalle superstizioni legate ai numeri al legame che unisce due persone anche fuori dal lavoro, ecco alcune dritte su cosa fare, e soprattutto cosa non fare, per avere successo nelle trattative commerciali con il colosso asiatico.
«Il concetto fondamentale – spiega Armentano – è che per loro la forma è la sostanza. In tutti gli ambiti, il come si fa una cosa è altrettanto importante che farla».
L’aspetto più importante è forse quello dei comportamenti sul luogo di lavoro: «Il concetto di “faccia” è più ampio del nostro, comprende quello che per noi è il rispetto e la dignità di una persona».
Quindi: mai mettere in difficoltà un collega sul posto di lavoro o prenderlo in giro di fronte agli altri e mai far notare un errore in pubblico, è un’offesa che difficilmente viene perdonata o dimenticata.
«Non pretendete – continua la direttrice – una risposta secca su un argomento, difficilmente i cinesi ve la daranno, è molto più importante prestare attenzione a ciò che non viene detto».
Ancora è molto importante tenere presente la grande importanza che viene data al livello sociale e lavorativo: «È necessario far sapere subito quale posizione si occupa dentro l’azienda, meglio con un biglietto da visita. Se mandate il vostro vice a trattare con un vostro pari può essere presa come una mancanza di rispetto, e così il contrario».
E se il concetto di gerarchia è uno strascico culturale del Confucianesimo, così lo è il concetto di tempo: «Spesso si ha l’impressione che i cinesi perdano tempo, in realtà ne hanno una concezione ciclica, ogni cosa può essere rifatta ed aggiustata in seguito».
Le relazioni interpersonali sono fondamentali: «Prestate molta attenzione agli incontri che vi vengono proposti nel tempo non lavorativo, è un grande segnale di importanza. La società cinese si basa sulle relazioni anche nel lavoro quotidiano. Ci si lega ad una persona che ti introduce nel suo sistema di conoscenze e, se si è accettati da lui, tutti quelli che fanno parte della sua rete sono a vostra disposizione».
Una concezione, questa, che non appare così lontana dalla nostra in molti ambiti.
Prestate attenzione anche alle superstizioni: il numero 4 per esempio porta malissimo (il suono della parola ricorda in cinese quello della parola “morte”) mentre è molto benaugurante il numero 8 (le Olimpiadi cinesi infatti si aprirono l’8 agosto 2008), così come il 9 (le stanze della città proibita sono 9.999).
Evitare di regalare un orologio, ricorda il conto alla rovescia per la fine e, se pur curiosa, non dividete a metà una pera alla fine del pasto: ciò viene associato al concetto di separazione.
Nella foto un momento dell’iniziativa promossa da Confcommercio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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