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«Sul futuro del Galilei sono inaccettabili scelte calate dall’alto»

«Sul futuro del Galilei sono inaccettabili scelte calate dall’alto»

Zavanella (Cna): servono vere garanzie a tutela di Pisa Intanto il governatore Rossi ribadisce: pista da 2.000 metri

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PISA. «Prima le garanzie sulle prospettive dell’aeroporto Galilei, poi si può discutere con quale formula integrare gli scali di Pisa e Firenze». L’intervista al Tirreno di Roberto Naldi, responsabile per l’Europa di Corporacion America, continua a far discutere. Il gruppo armeno-argentino guidato dal magnate Eurnekian ha annunciato offerte pubbliche di acquisto su entrambe le società che controllano gli aeroporti, rispettivamente Sat e Adf. Inoltre Naldi ha svelato l’intenzione di andare verso una società unica e non una holding. Le istituzioni pisane, a cominciare dal sindaco Filippeschi, hanno frenato su questa ipotesi. Lo stesso fa la Cna provinciale attraverso il presidente Andrea Zavanella, che tiene aperto il fronte (polemico) di possibili aiuti statali per il Vespucci. «Il modello di crescita di Adf - dice - punta su un fattore decisivo: catturare consistenti investimenti pubblici per realizzare la nuova pista e le opere complementari. Si parla di 200 milioni che nessuno, sindaci della Piana e cittadini in testa, vogliono dirottare su queste voci, a parte appunto Adf e pochi altri (ma potenti)».

Garanzie non scontate. In questo scenario, per Zavanella «l’unica garanzia vera per lo scalo di Pisa è rimanere forte, autonomo e di autofinanziare la sua crescita». A questo punto resta da capire cosa possa davvero avere in mente un socio di riferimento forte come Eurnekian. «Ragionando da pisani e non solo: la società unica è una garanzia in più o una garanzia in meno?», si chiede il presidente della Cna. Che aggiunge: «Hanno fatto le istituzioni pisane a lanciare l’allarme. Non è detto che i soci pubblici debbano vendere, soprattutto senza nessuna garanzia per la città. Le quote pubbliche della Sat vanno valorizzate nel futuro interesse del territorio. Ma con il 51% (o più?) delle due società in mano agli argentini come avere queste garanzie?». Di sicuro, conclude, «non sono accettabili, su una partita così rilevante, decisioni calate dall’alto tra pochi intimi. Occorre rendere partecipe il territorio. E si lasci da parte la tentazione di far cassa subito e lavarsene le mani».

Rossi insiste sui 2mila metri. Intanto sul versante fiorentino continua il duello sulla lunghezza della futura pista di Peretola. «La delibera della Regione è di 2mila metri, e quella noi adotteremo come già concordato», ha sottolineato anche ieri il presidente della Regione Enrico Rossi. «La Regione - ha aggiunto - ha una variante in corso per Peretola e chi tira da una parte o dall’altra non agevola il lavoro. E le azioni di Pisa sono cresciute dopo che la Corporation America ha comprato le quote dell’aeroporto di Firenze».

E Nardella teme la serie B. Per il vicesindaco di Firenze, Dario Nardella, la partita è ancora aperta: «Se da Enac o dalla Regione dovessero arrivare pareri negativi sul masterplan di fusione a rimetterci sarà tutta la Toscana, e io non voglio che Firenze e Pisa diventino scali di serie B. Non litighiamo guardandoci le punte dei piedi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web