Il Tirreno

Pisa

Spariti i bivacchi notturni dentro il pronto soccorso

I senzatetto vengono fatti dormire in un modulo abitativo provvisorio a Cisanello Nelle prime sere del servizio le presenze dei barboni si sono ridotte della metà

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PISA. Non si vedono più, ma non sono spariti. Li hanno sistemati in un modulo abitativo, di quelli usati in occasione dei terremoti, all’interno dell’area di Cisanello Il risultato raggiunto è che l’atrio del pronto soccorso non è più un dormitorio per i senzatetto.

«Erano anni che non stavamo così bene» esordisce il dottor Eugenio Orsitto, dirigente del Dea (Dipartimento emergenza e accettazione) dell’ospedale. Giovedì e venerdì notte sulla trentina di homeless che si sono presentati al pronto soccorso, quattordici hanno usufruito del servizio provvisorio dei moduli abitativi, due hanno preferito dormire fuori dall’ospedale e gli altri hanno prese altre strade.

«Quando entro al lavoro, verso le 6 del mattino, ora trovo una situazione impensabile fino all’altro giorno – continua il dirigente Orsitto –. Veramente complimenti al prefetto Francesco Tagliente per come ha organizzato il servizio. Adesso deve essere la città che dovrà dare risposte a queste persone. Dalle addette alle pulizie al personale del pronto soccorso, ho notato in tutti una serenità nell’affrontare la giornata che prima non c’era. La mattina iniziava con la sporcizia da rimuovere nell’atrio e la notte diventava un incubo con l’occupazione dei barboni».

I due moduli abitativi da 8 posti ciascuno sono stati sistemati giovedì nel parcheggio A dell'ospedale a 600 metri dal pronto soccorso. Le lenzuola vengono cambiate ogni giorno e così anche le pulizie. Tra le due strutture sono posizionati 4 bagni chimici. Le strutture sono presidiate tutta la notte dai volontari della Croce Rossa, dagli operatori della Società della salute e dalle guardie giurate.

«Tutto si sta svolgendo senza problemi – afferma Antonio Cerrai, presidente della Croce Rossa Italiana –. Gli ospiti sono nella maggioranza dei casi italiani. Pochi gli stranieri. Sono casi conosciuti. Persone che vivono per scelta o necessità ai margini. Alle 6 se ne vanno ed entro le 7 i moduli vengono puliti e sistemati».

Durante la notte tre, quattro volontari della Croce Rossa presidiano il “dormitorio” volante. Che tra una quindicina di giorni verrà rimosso.

Sandra Capuzzi, assessore al sociale del Comune e presidente della Società della salute e il direttore Giuseppe Cecchi «ringraziano gli operatori sociali delle cooperative "Il Simbolo" e "Il Cerchio", che in questa situazione fanno valere la loro esperienza e professionalità costruita nel corso degli anni con il progetto Homeless" spiegano Pisa infatti, nel corso degli anni, ha costruito una rete di servizi per aiutare i senza fissa dimora».

Spiegano Capuzzi e Cecchi: «La situazione al pronto soccorso è stata affrontata con un tavolo in prefettura a cui hanno partecipato tutte le istituzioni, ognuna con le loro competenze e professionalità. La soluzione trovata, che ha carattere temporaneo, ha trovato l'accordo di tutti. Grazie alla collaborazione tra operatori sociali, guardie giurate e forze dell'ordine è stato possibile lasciare i locali del pronto soccorso disponibili per le emergenze sanitarie, aiutare i senza fissa dimora che hanno bisogno e allontanare alcuni delinquenti che si aggiravano nell’ospedale. Ora fondamentale sarà pianificare insieme altre istituzioni, una soluzione di organica, partendo dal protocollo di intesa tra Sds, Aoup, Asl 5 e questura che fu redatto nel 2006 per la situazione del pronto soccorso (allora era al Santa Chiara). Su questo, già abbiamo convocato un tavolo la prossima settimana».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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