Gioco
«Senza i fascicoli messa a repentaglio l’attività giudiziaria»
Atto d’accusa dell’associazione magistrati contro il Comune Il presidente Nicoletti: «Si lavora in condizioni inaccettabili»
PISA. «L'inammissibile situazione di stallo è tale da mettere a repentaglio il futuro svolgimento dell'attività giudiziaria, che non può reggersi esclusivamente sul senso di responsabilità e sullo spirito di sacrificio del personale di magistratura e di cancelleria».
Nel caos che da sei mesi rende zoppicante l’amministrazione della giustizia nel palazzo di piazza della Repubblica, si alza anche la voce dell’associazione nazionale magistrati.
È il presidente della sottosezione di Pisa, il dottor Fabrizio Nicoletti, a fornire il punto di vista preoccupato delle toghe sull’impasse del mancato trasferimento dei fascicoli da Pontedera. L’Anm si associa all'intimazione rivolta dal presidente del Tribunale, Salvatore Laganà al sindaco Marco Filippeschi «affinché provveda immediatamente ad adottare i provvedimenti che la legge gli impone per l'immediato trasloco degli arredi e dei fascicoli che ancora si trovano nella sezione distaccata di Pontedera, non potendo altrimenti essere per il futuro assicurato il regolare svolgimento dell'attività giudiziaria».
Per la prima volta i timori reali di non poter dare risposte ad aziende e cittadini nella richiesta di giustizia, vengono manifestati dalla categoria dei magistrati. Cause, soprattutto al civile, rinviate per mancanza di un fascicolo, sono ormai la regola. E la costernazione dei giudici fa il paio con l’impotenza degli avvocati che devono spiegare al cliente che la sentenza slitta perché gli atti languono in un Tribunale chiuso da sei mesi e distante poco più di 30 chilometri.
La sottosezione dell'Anm parla di «sconcerto per la comunicazione del presidente del Tribunale relativa allo stato di attuazione del trasloco dei fascicoli e degli arredi della soppressa sezione distaccata di Pontedera».
Nel mirino finisce il Comune che «continua a rimanere colpevolmente inerte e a non predisporre alcuno degli strumenti di sua esclusiva competenza necessari per completare il trasloco». Scrive il presidente dell’Anm pisana: «Nonostante le numerose riunioni e le innumerevoli richieste di sollecito al Comune inviate dal presidente del Tribunale, anche nel corso di comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica indetti dalla prefettura, il Comune ha continuato a procrastinare ingiustificatamente la gara d'appalto per il trasloco e, con atteggiamento quantomeno di scorrettezza istituzionale, non ha ritenuto nemmeno di rispondere alle numerose sollecitazioni del presidente del Tribunale».
Cita l’associazione magistrati il ministero della Giustizia quando prevede che il Comune accorpante «attuerà gli interventi necessari per l'effettuazione del suddetto trasferimento provvedendo alla relativa spesa che potrà essere inserita nel rendiconto annuale delle spese sostenute per gli uffici giudiziari ai fini del contributo previsto dalla legge 392/1941». Per l’Anm il Tribunale di Pisa si trova ad essere unico nel panorama regionale, se non addirittura nazionale, a non avere ancora completato il trasloco degli arredi e dei fascicoli della sezione distaccata. Tutto questo grava sul personale. Se i cittadini non vedono tradotte in sentenze le loro istanze di giustizia, gli avvocati perdono giorni dietro a fascicoli che non si trovano e «magistratura e cancellerie sono costretti a lavorare da svariati mesi in condizioni inaccettabili» afferma il dottor Nicoletti secondo il quale Palazzo Gambacorti «risulta anche essere già gravemente inadempiente rispetto ai suoi doveri di provvedere all'ordinaria manutenzione del Palazzo di Giustizia».
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