Proteste
Il Carnevale della Memoria
La città gioca e si mette in posa sul filo del confronto tra presente e passato
PISA. Quello della memoria non deve essere percepito come un tema stantio, pesante, polveroso. Venerdì 7 marzo, l'Acquario della Memoria ha partecipato al Greentech Festival, al Palazzo dei Congressi. Tra le altre cose, si è parlato di tecnologia e memoria. Di come, cioè, la memoria oggi vada preservata e valorizzata ricorrendo a nuove strategie narrative e comunicative, che sfruttino le opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie. Bisogna capire che si può parlare del nostro passato e della nostra storia in maniera creativa, persino giocosa. La componente ludica è infatti un aspetto fondamentale della comunicazione. Se ti diverti, impari e ricordi. Il miglior servizio che possiamo fare alla memoria, quindi, è quello di tenerla sempre viva inventando forme moderne e sorprendenti per raccontarla alle nuove generazioni, e utilizzando gli strumenti che i ragazzi conoscono meglio: internet, i social network, i tablet, gli smartphone. È l'idea che guida i Laboratori Intergenerazionali, uno dei volti del progetto MemorySharing: i materiali forniti dagli anziani verranno condivisi dai ragazzi delle scuole sul web, attraverso piattaforme multimediali come HistoryPin, che consentono di navigare nella Storia, nello stesso modo in cui si naviga nel mondo con GoogleMaps. In questi laboratori, i nonni racconteranno ai nipoti le loro storie, e i nipoti insegneranno ai nonni come si usano il computer e internet. E scopriranno insieme come la Storia si possa aprire a nuove esperienze di narrazione collettiva, in un continuo scambio di saperi, moderno e divertente. E a proposito di divertimento, l'Acquario della Memoria partecipa alla quinta edizione del Cusplay Pisa, il festival dei fumetti, dei videogiochi, dell'animazione e del cosplay. Partecipiamo con il "Carnevale della Memoria", ovvero il nostro gioco sulle decadi passate: fra travestimenti e fotomontaggi, giocheremo con le mode, gli oggetti, i riferimenti culturali della seconda metà del Novecento. Con la memoria si può giocare, si può ridere, si può inventare. Le auto, i vestiti, gli occhiali, le pettinature, i colori, i tormentoni, le canzoni... tutto è memoria, tutto può e deve essere raccontato. Ora serve il vostro aiuto. MemorySharing, selezionato tra più di 600 progetti per partecipare al premio per la cultura "cheFare", ha bisogno di voti sul web: andate sul sito www.che-fare.com e votate "MemorySharing", progetto numero 21.
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