Boom di iscritti E le donazioni sfiorano quota 5.000
Il vicesindaco Ghezzi da 20 anni alla guida dell’associazione Oggi l’assemblea annuale dei soci al Bastione Sangallo
PISA. Vent’anni alla guida della stessa associazione si cominciano a sentire. Così nell’anno in cui festeggia le nozze di cristallo con l’Avis, Paolo Ghezzi, nel suo discorso davanti all’assemblea annuale, mette fra i primi punti la necessità di un cambiamento: «Ci vorrebbe – racconta Ghezzi - un “me” giovane, come ero io vent’anni fa, quando quasi inconsapevolmente fui candidato dall’allora presidente Manrico Mazzoni. Venti anni nei quali l’Avis è cresciuta sia come numeri che come importanza diventando, nei fatti, un soggetto fondamentale per l’attività ospedaliera.
«Ogni anno - continua il vicesindaco - i donatori dell’Avis forniscono 30mila unità di sangue (e plasma) all’anno e permettono di gestire una media di almeno un’emergenza al giorno».
Aumentano anche i nuovi iscritti, anzi nello scorso anno si è registrata la più grande adesione da più di vent’anni a questa parte: 588 nuovi donatori per un aumento percentuale del 140%. Al 31 dicembre 2013 gli iscritti hanno raggiunto la soglia dei 5150 per quasi 5mila donazioni totali (3.300 di sangue intero e 1.600 di plasmaferesi e multicomponent).
Tutto questo in una realtà come quella pisana che ha delle peculiarità: «Pisa sotto questo aspetto è una città dinamica – spiega Ghezzi – che da una parte è un bene, i molti giovani presenti nelle università sono sensibili all’argomento e spesso vengono a donare ma, allo stesso tempo, se ne vanno via dopo pochi anni per cui è difficile creare uno zoccolo duro di donatori. Comunque va bene perché rimangono donatori ovunque poi vadano e così contribuiamo a diffondere la cultura del dono».
Ghezzi poi pone l’accento sulla registrazione all’associazione: «Donare va sempre bene ma se non sappiamo come rintracciare un donatore si possono perdere delle occasione di salvare delle vite. Durante un’emergenza (che viene segnalato dall’Aoup al centro trasfusionale che poi inoltra la richiesta, nda) dobbiamo trovare un donatore compatibile, disponibile a venire subito e che in quel momento sia idoneo alla trasfusione. Mica facile». Un lavoro che non si esaurisce nella donazione ma che ha una parte fondamentale nella diffusione della cultura del donare. L’Avis è molto attiva anche nelle scuole: «I nostri volontari - spiega Ghezzi - hanno contattato 800 diciottenni in 53 classi differenti e alla fine 279 quelli che poi sono riusciti a donare veramente».
Infine Ghezzi ci tiene a ringraziare i componenti del direttivo dell’Avis che mandano avanti quotidianamente l’associazione: «Senza di loro tutto questo non sarebbe possibile».
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