Sicurezza
Un carabiniere con la passione civile
SAN GIULIANO. Sergio Di Maio, 42 anni, nato a Palermo ma da quasi venticinque anni trapiantato nella nostra provincia: appuntato scelto dei carabinieri, con 24 anni di servizio, di stanza a Camp...
SAN GIULIANO. Sergio Di Maio, 42 anni, nato a Palermo ma da quasi venticinque anni trapiantato nella nostra provincia: appuntato scelto dei carabinieri, con 24 anni di servizio, di stanza a Camp Darby, due figlie. Consigliere comunale dal 2004 al 2009, riconfermato in questa legislatura con il record assoluto di preferenze (498) e attuale presidente del consiglio.
La sua prima esperienza politica a Palermo, dove partecipò appena diciottenne alle elezioni amministrative con una lista civica. «Il mio slogan è punto e a capo. Può bastare? Capisco che spesso in politica alle parole non seguono fatti, ma c’è un’oggettività che rafforza questa mia affermazione – inizia senza mezzi termini -. Non sono un vecchio politico, sono una persona che ha deciso di mettere la sua passione civile a disposizione della collettività. Sono in Comune perché sono stato eletto dai cittadini (tantissimi) e lì ho ricoperto solo ruoli istituzionali».
Una risposta a coloro che chiedono un cambiamento. Ancora Di Maio. «C’è chi parla di discontinuità mentre è seduto su una poltrona che ha ottenuto, per vie politiche, proprio da questa amministrazione. Per sostanziare questa mia volontà compirò un gesto semplice: ad ogni assessore, come ad ogni dirigente di nomina, il giorno dell’insediamento regalerò una scatola. Spiegherò loro che servirà a raccogliere le loro cose in caso di comprovata inefficienza, errori o contraddizioni con le linee concordate. Come segno di discontinuità può bastare?».
E quali sono le priorità? «Sono tre – risponde Di Maio - : il lavoro, il lavoro, il lavoro. Dobbiamo abbattere la burocrazia, per attrarre investimenti attraverso l’abolizione dei divieti inutili, dando risposte chiare in tempi brevi. Ascoltando i piccoli imprenditori, specie del commercio e del turismo, per agevolarli in tutti i modi possibili. Bisogna avere nuove idee che ci consentano di fare una scelta di accoglienza turistica che riguardi noi e il territorio che ci circonda. Ne sto già parlando con operatori di tutto il circondario. Lo sviluppo economico, ad esempio rimettendo al centro dell'attenzione anche il piccolo commercio tradizionale, deve essere centrale nel lavoro della nuova amministrazione a cominciare da una riduzione della pressione fiscale».
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