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Il sindacalista che guarda ai cittadini

Il sindacalista che guarda ai cittadini

SAN GIULIANO. Franco Marchetti è il candidato di Sel a queste primarie. 61 anni, quarto di otto fratelli, padre partigiano, subito in fabbrica a lavorare. Proprio la fabbrica è stata la sua scuola....

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SAN GIULIANO. Franco Marchetti è il candidato di Sel a queste primarie. 61 anni, quarto di otto fratelli, padre partigiano, subito in fabbrica a lavorare. Proprio la fabbrica è stata la sua scuola.

«Lì ho visto cosa significa lottare per difendere i diritti e le libertà ed ho incontrato persone che mi hanno cambiato la vita. Sono diventato delegato sindacale, poi segretario della Fiom trovandomi a gestire la vertenza Piaggio nel momento che la proprietà voleva spostare le meccaniche. Dopo la pensione sono stato per quasi cinque anni segretario Spi a San Giuliano ed ora eccomi catapultato in questa nuova sfida».

Come nasce questa candidatura. «Nasce da una discussione che si è svolta prima di tutto all'interno del sindacato dei pensionati – spiega Marchetti -. Discussione che ha coinvolto anche commercianti e piccoli imprenditori che mi conoscevano fin dai tempi della mia militanza sindacale. Così dopo avere raggiunto tutti gli obbiettivi col sindacato pensionati, ho deciso di accettare la proposta che Sel, il partito nel quale sono da militante di base».

Quali gli obiettivi. Ancora Marchetti spiega: «Cercare di dare rappresentatività ad un popolo di sinistra che alle ultime elezioni ha raccolto oltre 9.000 voti, ma che è insoddisfatto di questi anni di amministrazione. Quando c'è insoddisfazione, non si cambia un popolo ma si cambiano gli amministratori, perché non hanno rispettato il mandato ricevuto».

Ed ecco le priorità.

«Recuperare un rapporto coi cittadini. Quindi il primo punto è quello di aderire alla Carta di Pisa, il codice deontologico di trasparenza elaborato da Avviso Pubblico e Associazione Libera: chi amministra non deve destare alcun dubbio. Poi rivedere il funzionamento della amministrazione, per un comune aperto. Non si possono esternalizzare i servizi e poi non occuparsene più. In materia di urbanistica, recupero dell’esistente a consumo del suolo zero: questo significa rivedere i regolamenti per favorire gli investimenti di recupero sopratutto nei centri storici, e delle attività commerciali e artigianali, agevolando anche dal punto di vista normativo e tributario chi investe per portare attività. Valorizzare la vocazione agricola di questo territorio – infine -, costruendo un rapporto positivo con le aziende del settore e la valorizzazione del turismo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa