Il Tirreno

Pisa

Stop al dormitorio per i senzatetto nel pronto soccorso

di Pietro Barghigiani

Filtro per valutare gli accessi e le reali necessità di cure Allestito in via provvisoria un prefabbricato con posti letto

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PISA. Si va al pronto soccorso se si sta male. Non per passare la notte. Sembra un’ovvietà, ma non lo è. Almeno a Cisanello dove da ieri sera è stato imposto lo stop all’utilizzo dell’atrio come dormitorio per senzatetto.

Lo ha deciso il comitato per l’ordine e la sicurezza convocato dal prefetto, Francesco Tagliente. Sono stati messi a punto diversi interventi in risposta all’emergenza clochard e di contestuale garanzia di serenità sul posto di lavoro per il personale di Cisanello. A partire da ieri, tutte le sere il pronto soccorso sarà presidiato dalle 19 alle 1 da due operatori dei servizi sociali, da personale sanitario e da guardie giurate. L’obiettivo è quello di impedire, attraverso il filtro di personale specializzato, l’ingresso di estranei all’ospedale non ritenute bisognose di assistenza sanitaria. L’indicazione emersa al termine della riunione di ieri del comitato in prefettura è di indirizzare i senza fissa dimora verso le strutture cittadine dedicate o convenzionate fino al completamento dei posti letto disponibili. L’alternativa messa in campo in tempi record, ma solo in via provvisoria, è un prefabbricato con una quindicina di posti letto allestito nei pressi del parcheggio A delle Bocchette dell’ospedale, a circa 600 metri dal pronto soccorso.

«Si tratta di un intervento da considerare straordinario e il più rapido possibile per risolvere le attuali criticità ricettive delle altre strutture preposte all’accoglienza dei senza fissa dimora – spiega il prefetto Tagliente –. Il prefabbricato resterà attivo quindici giorni, un mese al massimo. Giusto il tempo di arrivare a temperature serali più miti. Non sarà certo una struttura fissa. La procedura sarà monitorata. E nel corso di una prossima riunione valuteremo punti di forza, criticità ed eventuali esigenze di rimodulazione».

Il pronto soccorso deve rimanere un ambiente pulito e sicuro, dove chi ha la necessità di cure sanitarie deve potersi recare e sostare in attesa di essere visitato senza paure. E il personale sanitario deve essere messo nelle condizioni di garantire l’assistenza ai pazienti, senza essere condizionato dalla presenza di persone che niente hanno a che fare con la necessità di cure.

L’accelerazione alla soluzione del problema è arrivata dopo la gazzarra di sabato notte. Quattro i denunciati, ma soprattutto quella rissa finita nel sangue - feriti lievi - ha fatto capire quanto sia rischiosa una convivenza tra senzatetto e ospedale. Se molesti e violenti, i barboni possono mettere a repentaglio l’incolumità di sanitari e utenti.

Già dal lunedì scorso il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Carlo Tomassini, sollecitato anche dagli infermieri e dai medici del pronto soccorso, ha segnalato al prefetto il problema dell’igiene e della sicurezza del pronto soccorso, trasformato in un ricovero per senza casa, aggiungendo che «se non risolto poteva rischiare di compromettere la gestione del servizio sanitario». Negli ultimi giorni erano diventati ventotto i senzatetto che utilizzavano come dormitorio quei locali dell’ospedale con un picco anche di trentacinque “ospiti”. Tollerati fino a quando non creavano problemi, allontanati nel momento in cui c’è chi ha usato delle forbici in una lite nella sala d’aspetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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