Il dolore
Con Ikea va in scena l’orgoglio pisano
Il governatore Rossi: superiori a Firenze, qui modello di rapporti tra istituzioni e imprese. Filippeschi: scelta e luogo giusti
PISA. Orgoglio pisano. Quel “Viva Pisa” urlato dal governatore Enrico Rossi a chiusura del suo intervento, nel quale ha rintuzzato con nuove munizioni l’eterno campanilismo con Firenze, è stato un balsamo per la platea. Di sicuro per quella politica che ieri aveva ottimi motivi per gongolare.
Rossi, nato a Bientina e sindaco di Pontedera all’epoca (1990)con consensi del 60 per cento, non ha usato le cortine fumogene della diplomazia in occasione dell’inaugurazione del megastore Ikea ai Navicelli.
«Rispetto a Firenze abbiamo due piste aeroportuali e loro una, l'ospedale più grande della Toscana e ora anche l'Ikea più grande. Viva Pisa».
Una battuta che rinfocola lo storico dualismo che in tempi recenti è andato in scena anche in politica con un premier pisano disarcionato, Enrico Letta, dall’attuale presidente del Consiglio e novello ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
Per Rossi è stato un modo ironico per rivendicare il senso di appartenenza alla comunità pisana ma anche per sottolineare il suo successo personale per essere riuscito a trattenere in Toscana il colosso svedese dopo che aveva annunciato di ritirarsi per la mancata possibilità di aprire a Migliarino Pisano, in prossimità del casello autostradale di Pisa Nord, dopo avere atteso sei anni le autorizzazioni.
Ai giovani assunti ha detto di «prendere l’opportunità Ikea come un inizio positivo nel mondo del lavoro» e ai livornesi di procedere con l’escavo del porto «perché sarebbe interessante a livello logistico per Ikea (l’Ad Lars Petersson annuiva, ndr) sviluppare un’area con porto e aeroporto». Per il governatore l’operazione da 68 milioni di euro è il frutto di «un modello di relazioni positive tra istituzioni e imprese: un modello che potrebbe essere applicato ed esteso ovunque».
Se ci fossero altri imprenditori svedesi interessati a venire qui per investire, ha proseguito rivolto all'ambasciatrice svedese in Italia Ruth Jacoby «noi siamo pronti a ripetere la stessa attenzione, lo stesso impegno, la stessa performance sperimentata con Ikea e che ci ha consentito, una volta individuato il sito, di rilasciare le autorizzazioni in sei mesi. Un piccolo-grande record per gli standard italiani».
Sull’occasione mancata a Vecchiano, si è soffermato anche il sindaco Marco Filippeschi: «È vero che c'è stato un ritardo, ma si discuteva di un altro progetto: ciò che è stato fatto qui ha dimensioni diverse. Ai Navicelli è stata la scelta giusta nel luogo giusto. Abbiamo saputo raddrizzare una situazione difficile. Sono contento che campioni dell’innovazione in Europa come Ryanair e Ikea abbiano scelto Pisa. Ne aspettiamo altri, ma i migliori sono già da noi. La città ha molto da dire alla Toscana».
Anche Filippeschi, nella mattinata in vena di humor, ha voluto chiudere con una battuta. Argomento? L’attrattiva esercitata da Ikea sull’universo femminile. «Sono preoccupato. Mia moglie è già pronta per gli acquisti, ma mi tengo stretta la carta di credito».
E se Andrea Pieroni, presidente della Provincia ha rimarcato le sinergie e le qualità del territorio, il prefetto Francesco Tagliente ha ringraziato Ikea «perché con questa apertura ha dato un posto di lavoro ad alcune centinaia di persone del territorio e ha alimentato la speranza per chi ancora un'occupazione la sta cercando».
ALTRI SERVIZI A PAGINA 3
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
