Sicurezza
Cobolli Gigli: Pisa unisce bene tradizione e cambiamento
PISA. Tra gli ospiti dell’inaugurazione del negozio Ikea anche Giovanni Cobolli Gigli. Già ex presidente della Juventus, ora presiede Federdistribuzione, realtà che coordina e rappresenta la...
PISA. Tra gli ospiti dell’inaugurazione del negozio Ikea anche Giovanni Cobolli Gigli. Già ex presidente della Juventus, ora presiede Federdistribuzione, realtà che coordina e rappresenta la distribuzione moderna, riunendo nel suo consiglio rappresentanti di brand come appunto Ikea oppure Carrefour, Metro, Zara, Rinascente, Coin.
«Esprimo stima e ammirazione per l’attività di Ikea: un’azienda straniera che investe sui territori e non delocalizza, portando innovazione», dice Cobolli Gigli. «Sono venuto per spiegare ancora una volta a istituzioni locali e anche al governo nazionale che i marchi importanti della distribuzione cercano di fare cose che i nostri clienti apprezzano moltissimo. Noto invece questa tendenza a fare un passo indietro sulle leggi della liberalizzazione e della semplificazione, anche se queste in realtà non sono mai state applicate. Sarebbe un errore quando i nostri 60 milioni di clienti stanno dimostrando di seguirci. Al tempo stesso questo non deve suonare come qualcosa che va contro il commercio al dettaglio, ma anzi essere una spinta ad adeguarsi».
Su questa visita a Pisa, Cobolli Gigli rivela di «adorare da sempre i suoi lungarni, sono uno degli scenari più spettacolari. Ieri sera mi sono fatto una magnifica passeggiata lungo il fiume. E’ bello e intelligente che in una città di grande tradizione come Pisa si mescolino storia e cambiamento, come accade uscendo appena fuori dal centro e trovando questo nuovo insediamento Ikea».
Un apprezzamento specifico viene rivolto da Cobolli Gigli alla Regione e «al suo governatore, che hanno saputo risolvere rapidamente il problema che si era creato all’inizio di questa vicenda (il riferimento è al mancato accordo con il Comune di Vecchiano, ndr), dando un contributo importante al miglioramento dei livelli occupazionali».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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