Sicurezza
Tenta estorsione a imprenditore patteggia un anno e due mesi
PISA. Un patteggiamento a un anno e 2 mesi per tentata estorsione e false fatture per operazioni inesistenti. Mentre gli altri quattro imputati hanno scelto il dibattimento in aula con la...
PISA. Un patteggiamento a un anno e 2 mesi per tentata estorsione e false fatture per operazioni inesistenti. Mentre gli altri quattro imputati hanno scelto il dibattimento in aula con la prescrizione ormai alle porte.
È una storia complicata che vede come parte civile la Cogemar, nota impresa edile pisana che, secondo l’accusa, per almeno cinque anni, dal 2003 al 2008, sarebbe stata condizionata da alcuni dipendenti infedeli capaci di arrecare danni a livello fiscale all’azienda, il cui titolare, il geometra Mario Marescalchi deceduto nel 2010, fu anche vittima di un tentativo estorsione.
Ieri mattina, davanti al collegio (presidente Murano, a latera Poggi e Bencivinni), Salvatore Rinaudo, 62 anni, di Niscemi (Caltanissetta), ma domiciliato in zona, ha patteggiato, senza aver ottenuto la sospensione a condizionale, per il tentativo di estorsione ai danni di Marescalchi consumato, stando alla Procura, con Enrico Meini, 69 anni, di Pisa, che ha deciso per il rito ordinario.
Cogemar si è costituita parte con l’avvocato Francesco Maresca, mentre la pubblica accusa è rappresentata dal pm, Paola Rizzo. Vanno a processo gli ex dipendenti Cogemar Paolo Corigli, 49 anni, di Pisa, per false fatture e usura; Vincenzo Giancolo, 48 anni, di Napoli e Alessandro Fruzzetti, 51 anni, di Pontedera. L’avvocato Giovanni Capria, difensore di Corigli, afferma: «Andiamo avanti nel giudizio perché le accuse al mio cliente riteniamo siano solo calunnie».
Tutti e tre devono rispondere anche dell’utilizzo non autorizzato in subappalto di lavoratori per conto di un’altra impresa edile. Nell’ipotesi degli inquirenti dal 2003 al 2007 gli imputati avrebbero creato le condizioni per esporre la Cogemar all’accusa di evasione fiscale all’insaputa del titolare. Che poi si vide minacciato da Rinaudo e Meini per consegnare alcune decine di migliaia di euro in relazione alla falla tributaria dai risvolti penali aperta dagli impiegati in seguito denunciati. Prossima udienza a luglio.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
