Proteste
«Con i tagli meno risposte sulla sicurezza»
Meoli (Silp) replica a un cittadino che si era lamentato di una telefonata a vuoto al 112 dopo una rapina
PISA. Assiste a una rapina, chiama il 113, ma non risponde nessuno. Allora prova con il 112 e, a suo dire, non riceve grande soddisfazione. Pensava di essere un cittadino modello il commercialista di 40 anni che giovedì poco prima delle 20 si è trovato alla Coop di Porta a Lucca mentre un bandito armato di pistola stava minacciando le commesse. Ma si è trovato a vivere una esperienza negativa con le forze dell’ordine che è stata raccontata su Facebook.
Claudio Meoli, segretario provinciale del Silp-Cgil, si è imbattuto nella discussione sul social network.
Ecco il racconto del sindacalista: «Il cittadino scrive su Facebook di aver composto immediatamente l’utenza 113 della questura ma che dopo 10 squilli, non ottenendo alcuna risposta, aveva chiamato i carabinieri tramite il 112, con i quali poi, da quanto emerge dal racconto, era scaturita una discussione. La discussione ha dato luogo ad affermazioni con le quali è stato ritenuto persino che le forze di polizia preferiscono arrivare sul luogo della rapina quando è finita oppure che intervengono solo nei confronti dei No Tav».
Meoli chiarisce che la linea del 113 è composta da molte linee, quasi sempre viene gestita da un solo operatore di polizia «il quale se in quel momento stava rispondendo ad una chiamata è impossibilitato a rispondere ad altre e a volte non è neanche nelle condizioni di potersi accorgere di ulteriori telefonate in entrata».
Quell’operatore di polizia peraltro è il medesimo che poi, una volta ricevuta la richiesta di intervento del cittadino, interagisce con le pattuglie delle “volanti” preposte a recarsi sul luogo dell’intervento.
«Tutto questo per fare chiarezza e per evitare che quanto è stato pubblicato su Facebook possa essere causa di un messaggio errato da poter incidere negativamente sia sulla percezione di sicurezza locale che sull’operato delle forze di polizia – aggiunge Meoli –. Riteniamo comunque che l’episodio che ha visto coinvolto il cittadino pisano non possa che corrispondere con quanto anticipato recentemente dal Prefetto Alessandro Pansa - capo della polizia, il quale lanciò sulla stampa un vero e proprio allarme dai seguenti contenuti: “Non possiamo offrire lo stesso servizio di sicurezza al cittadino che offrivamo qualche anno fa, con 15 mila poliziotti, 15 mila carabinieri e migliaia di finanzieri in meno”. Troppi tagli diminuiscono il servizio di sicurezza reso ai cittadini e con la riduzione delle risorse in questo momento noi stiamo offrendo un servizio di sicurezza inferiore al passato". Se quella sera nella sala operativa della questura l’organico non fosse stato gravato dai tagli ma in linea con le esigenze della cittadinanza non sarebbe accaduto quanto raccontato dal commercialista su Facebook».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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