Il dolore
Omofobia, la legge Scalfarotto divide
Confronto alla Leopolda: «Norma pericolosa per la libertà d’espressione». «No, tutela necessaria»
PISA. Alla fine del dibattito ognuno è rimasto della propria idea, la stessa con cui era arrivato: da una parte i favorevoli alla proposta di legge Scalfarotto sul reato di omofobia; dall’altra coloro che sono contrari, la ritengono superflua, pericolosa per la libertà di manifestazione del pensiero e, soprattutto, la considerano una testa d’ariete per giungere a una normativa che introduca i matrimoni gay e il diritto di adottare bambini da parte di coppie omosessuali.
Il dibattito di venerdì alla Stazione Leopolda ha avuto il merito di mettere a confronto tutte le posizioni sull’uno e l’altro fronte, dalle intransigenti alle moderate. Organizzato da La Manif Pour Tous, da Scienza & Vita e dall’associazione “Valori e Tradizione”, ha avuto come relatori Alfredo Mantovano, magistrato, già parlamentare del centrodestra; Stefania Fuscagni, docente universitaria e consigliere regionale di Forza Italia; Ranieri Del Torto, Pd, avvocato e presidente del consiglio comunale di Pisa; Mauro Vaiani, intellettuale cattolico, collaboratore del progetto “Gionata.org - Fede e omosessualità”.
Coordinata dal giornalista Luca Daddi, vice caposervizio del “Tirreno”, l’iniziativa ha visto Mantovano e Fuscagni nettamente schierati contro il progetto d’introdurre il reato di omofobia nel nostro ordinamento giuridico. Mentre la prima ha detto che la vera discriminata in Italia è la famiglia, Mantovano ha ribadito le posizioni da lui espresse in un commento sul quotidiano “Avvenire”. In sintesi: l’ordinamento - ha detto il magistrato - punisce senza distinzioni ogni aggressione all’integrità della persona e alla sua sfera morale: esistono i reati di percosse, lesioni, ingiuria e minaccia.
In più - ha aggiunto Mantovano - il codice penale contiene le aggravanti dei motivi abietti e dell’approfittarsi delle condizioni di debolezza della vittima: sono le situazioni in cui lo scopo è, tra gli altri, quello di offendere, a causa dell’orientamento sessuale, la dignità di ogni persona.
Di diverso avviso rispetto a Mantovano l’avvocato Del Torto, il quale si è detto favorevole alla legge Scalfarotto, pur sottolineando che la norma è perfettibile.
Favorevole all’introduzione del reato di omofobia pure Vaiani («Una difesa in più per gli omosessuali») il quale ha anche spiegato di non vedere il rischio di creare un «altro reato d’opinione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
