Il Tirreno

Pisa

L’autista secondo Ctt Nord Ecco gli stipendi e le regole

di Danilo Renzullo

La proposta dell’azienda: integrativo legato al numero delle giornate lavorative Il sindacato è contrario: «Subito una vertenza legale e poi un primo sciopero»

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PISA. Svolta nella vertenza per la formulazione del nuovo contratto integrativo dei dipendenti della Ctt Nord. Nell'ultimo incontro con i sindacati, la Compagnia che gestisce il trasporto pubblico locale su gomma delle province di Pisa, Lucca e Livorno ha presentato una bozza della piattaforma contrattuale che intende applicare dal prossimo 10 marzo, quando entrerà in vigore la disdetta dei vecchi contratti di secondo livello della ex Cpt (Pisa) ex Atl (Livorno) ed ex Clap (Lucca). La proposta presentata dall'azienda conferma le preoccupazioni dei sindacati e getta altra benzina sul fuoco nello scontro tra le parti che continua da oltre un anno. La Ctt Nord, attraverso la nuova regolamentazione aziendale, la cui piattaforma definitiva verrà probabilmente presentata domani, punta su competitività e produttività, legando la parte variabile degli stipendi alla presenza sul lavoro.

Una novità rispetto agli attuali contratti di secondo livello che prevedono invece un'integrazione economica fissa. Secondo i sindacati, la soglia per ottenere l'integrazione economica prevista dalla bozza di regolamento presentata dall'azienda è pari a 253 giornate lavorate in un anno. Per ogni giorno di presenza è prevista una retribuzione integrativa superiore a 13 euro, riconosciuta però al raggiungimento dei 253 giorni lavorati. Una quota più alta rispetto agli accordi di secondo livello attualmente in vigore, che, però, secondo i sindacati non tiene in considerazione istituti come la malattia, gli infortuni, le donazioni sangue e altri permessi che, per le parti sociali, saranno considerati assenza. Se in un anno il dipendente non raggiungerà la soglia minima di giornate lavorate, percepirà un integrativo pari ad un euro al giorno (perdendo così circa 200 euro al mese rispetto ai contratti attualmente in vigore).

La soglia decisa dall'azienda è, secondo i sindacati, quasi impossibile da raggiungere. «Calcolando – spiegano le parti sociali - i giorni di ferie (30), i riposi (62) e le festività (circa 10) di cui il lavoratore ha diritto in un anno, restano circa 10 giorni di margine». Oltre alla parte variabile dello stipendio, la nuova regolamentazione prevede anche la “riforma” della mensa e del Cral, il circolo ricreativo dei dipendenti che non riceverà più contributi dall'azienda, così come previsto anche per la cassa assistenziale. L'azienda chiederà invece un contributo ai lavoratori, pari al 30%, per le forniture di vestiario successive al 10 marzo.

Per i sindacati, con la nuova regolamentazione proposta dalla Ctt Nord, aumenteranno inoltre i carichi lavorativi e, per gli autisti, si allungheranno i tempi di guida. Le parti hanno pochi giorni per raggiungere un accordo, ma, dopo aver bocciato la proposta dei sindacati, la Ctt Nord probabilmente adotterà la piattaforma contrattuale presentata nei giorni scorsi. La sua applicazione potrebbe amplificare lo scontro con i sindacati. Insieme ai propri legali, le parti sociali valuteranno se sussistono gli estremi per presentare un ricorso alla magistratura per condotta antisindacale. I sindacati reputano la disdetta dei vecchi accordi e l'applicazione non concordata del nuovo contratto di secondo livello irregolare e, oltre ad aprire una vertenza legale, si dicono pronti a proclamare un primo sciopero. «Faremo - concludono i sindacati - tutto il possibile per difendere i diritti dei lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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