Lutto
«Ora sarebbe bello se l’azienda pagasse un restauro»
PISA. «Non è mia intenzione fare una crociata ideologica, ma credo sia stato un gesto di cattivo gusto, inopportuno e senza una convenienza economica per la città. Però Ikea potrebbe ancora...
PISA. «Non è mia intenzione fare una crociata ideologica, ma credo sia stato un gesto di cattivo gusto, inopportuno e senza una convenienza economica per la città. Però Ikea potrebbe ancora intervenire e un’idea ce l’avrei». Giudizio netto quello di Mauro Del Corso, presidente dell’associazione Amici dei Musei sulla campagna promozionale della multinazionale del mobile nel centro storico. «Se sono arrabbiato? No, semmai perplesso. Non so se una struttura importante per l’economia della città come Ikea si sia accorta che Pisa è una città d’arte». Il cattivo gusto, per Del Corso, si concentra in esempi quali «l’aver tappezzato le colonne medievali di Borgo Stretto o l’aver messo la bandana a Ulisse Dini. E poi mi pongo una domanda: per quale motivo questa iniziativa non è stata attuata anche in Piazza del Duomo, dove la visibilità sarebbe stata ancora maggiore? Immagino che qualcuno lo avrebbe impedito. Il patrimonio artistico è però tale in ogni luogo».
Del Corso si sofferma anche sull’aspetto economico: «Leggo che tutto sarebbe costato poco più di 100 euro: mi sembra una cifra assai contenuta per il ritorno che l’iniziativa ha avuto». Il presidente degli Amici dei Musei guarda però anche oltre: «Posso capire le proteste, ma la città si è svegliata ora? Cosa dovremmo dire allora di quella campagna costante fatta di affissioni abusive di volantini e manifesti di ogni genere? Prendiamo spunto da quanto successo per una riflessione costruttiva sul fenomeno delle affissioni abusive che danneggiano la città affrontando i temi del controllo, della repressione e della sanzione».
Del Corso lancia infine un appello: «Di fronte al nome di Pisa, Ikea è sempre in tempo a fare una mossa di un altro tipo, come offrire un contributo per il restauro di un monumento cittadino. E sappiamo tutti quanto ce ne sia bisogno».
Vecchiano replica. Il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi risponde al responsabile delle relazioni esterne di Ikea Italia Valerio Di Bussolo sulla mancata concessione dell’area di Migliarino e sui vantaggi (leggi viabilità) che avrebbe prodotto. «In primo luogo - dice Lunardi - vorremmo capire perché l’insediamento proposto a Vecchiano era grande almeno tre volte quello di Pisa. Il Comune ha fatto rispettare la sua pianificazione urbanistica, evitando di impegnare un’area agricola nella quale sussiste un divieto di edificare da parte dell’Autorità di Bacino del Serchio a causa della sua alta pericolosità idraulica. La Regione inoltre ha messo a punto una normativa in base alla quale è vietato costruire su aree agricole».
Francesco Loi
Daniele Benvenuti
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