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Pisa

La strana storia della truffa sexy: due ragazze, un furto e molte incertezze

La strana storia della truffa sexy: due ragazze, un furto e molte incertezze

Un uomo racconta di essere stato circuito e derubato da una coppia di donne belle e sensuali... Commenti, informazioni, perplessità e conferme: la vicenda gira per tutto il paese, ma potrebbe essere una curiosa leggenda

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PISA. Strana storia di un furto che forse è una truffa, ma forse no; e forse è una notizia, ma forse no. Strana storia che incuriosisce tutti; il paese di Calci ne parla anche perché c’è un protagonista (o meglio una vittima) molto noto, e poi altri ingredienti: il sesso, i soldi, l’astuzia di certi raggiri... che vuoi di più? Solo che dopo una giornata di conferme e insistenze, alla fine, la sensazione è che tutto quello che ne rimane è solo una leggenda metropolitana.

Tra commenti, informazioni, perplessità e conferme, la vicenda ha girato nei crocicchi delle strade ma anche nelle comunità virtuali, a partire dai social network, che delle conversazioni da bar sono un po’ gli eredi moderni. Qual è la storia? Si tratta di Michele Tozzini, stimato presidente del Centro Commerciale Shopping della Valle Graziosa e titolare a Calci del locale “Il Barrino”, che lo racconta su Facebook e lo conferma al Tirreno (LEGGI). Due avvenenti ragazze, probabilmente dell’est europeo, con uno stratagemma lo avrebbero avvicinato. Tozzini (nella foto) racconta: «Sono andato a fare spesa in una grande magazzino, a Pappiana. All’uscita, accanto all’auto parcheggiata, due giovani donne molto avvenenti e premurose, una bionda e una mora. Indossavano una minigonna vertiginosa e un top scollato e hanno cominciato a pulire il parabrezza. Strusciavano se stesse al parabrezza in modo provocante. Ho offerto una mancia salutandole. Loro mi hanno chiesto il favore di accompagnarle nei pressi di un negozio non lontano. Ho ceduto, sono salite, si sono accomodate sui sedili posteriori. Mentre guidavo, hanno cominciato a giocare fra loro baciandosi». «Mi sono distratto - ammette Tozzini - all’improvviso la mora con grande agilità è passata sul sedile anteriore, posizionato accanto a me. Ha preso a toccarmi. Mi sono fermato invitando le due intruse a scendere. La mora per tutta risposta mi ha avvinto e stretto a sé. L’altra con un balzo è scesa, ha aperto il portabagagli, ha rubato la spesa ed è scappata. Troppo tardi mi sono reso conto di essere caduto in trappola. Mi hanno alleggerito di ogni cosa. A questo punto - conclude Tozzini - rendo di dominio pubblico su Fb la mia amara esperienza perché altri non siano raggirati».

Vero? Falso? I nostri lettori hanno la memoria lunga e la storia suona poco originale: molti di loro ci scrivono e sostengono che la dinamica, tale e quale, assomiglia a quella raccontata in molti altri luoghi, e che, insomma, potrebbe essere una notizia-clone, replicata e diffusa viralmente, come tanti meccanismi metropolitani hanno ormai insegnato. Ma questo, di per sé, sul momento, non basta a rendere falso tutto il quadro: pensate alla famosa truffa dello specchietto retrovisore rotto, a quante volte purtroppo viene messa in atto, a quanto quei raggiri criminali si assomiglino, l’un l’altro; eppure è proprio così, le truffe si ripetono e siimitano, lo schema a volte è davvero identico... Insomma, sia pur traballante, la storia regge. Ma, anche sulla scorta dei dubbi legittimi che caratterizzano i commenti dei lettori, torniamo a chiedere conferme, chiarimenti. Ci viene ribadito che l’episodio c’è stato e sarà presentata una denuncia alle forze dell’ordine. Insistiamo, passano le ore, e alla fine la breccia si apre: niente denuncia, la storia “potrebbe essere inventata”; insomma, chissà se è accaduta o no, ma l’unica cosa certa è che non avrà conseguenze... Piccolo giallo senza soluzione assoluta: nessuna smentita, qualche debole ammissione, il racconto su Facebook rimane, i riscontri restano fragili... per un giorno Calci ha chiacchierato delle due ragazze sexy che si strusciano sulla macchina per tirarti una fregatura, e ancora non si è capito dove stia di casa la verità. Se non altro, oltre a incuriosire la platea, la storia insegna, in ogni caso, a non fidarsi di un approccio sensuale, perché a volte pensiamo di essere affascinanti e invece siamo solo nel mirino di chi ci vuole truffare.

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