Gioco
Calano i detenuti al carcere Don Bosco erano 392, ora 270
Rispetto al picco più alto sono ben 122 persone in meno Il direttore: «Siamo nei parametri chiesti dall’Europa»
PISA. Il numero di detenuti all'interno del Don Bosco, rispetto al passato, è sceso notevolmente: dopo avere raggiunto il picco di 392 alla fine dell'estate scorsa, «adesso all'interno delle celle della casa circondariale ci sono 270 persone», dice il direttore Fabio Prestopino. Ben 122 detenuti in meno che riporta il Don Bosco all'interno dei parametri stabiliti dall'Unione europea nel rapporto di superficie disponibile che deve avere ogni detenuto.
I motivi per cui il numero è sceso sono diversi. Col nuovo decreto "svuota-carceri" dell'ex ministro Cancellieri (ora divenuto legge) sono stati una ventina i detenuti che, in questi giorni, hanno lasciato anzitempo le celle. I giorni di liberazione speciale anticipata - che si conferiscono ai detenuti con buona condotta - prima del decreto, erano 45 ogni sei mesi, mentre con l'ultima legge i giorni di libertà anticipata sono diventati 75 giorni ogni sei mesi con un effetto retroattivo da gennaio 2010. A questa nuova legge, si sommano anche le misure alternative che fanno crescere il numero di chi, negli ultimi tempi, ha lasciato il carcere. Se prima erano sempre di più gli ingressi rispetto a chi lasciava il carcere portando di conseguenza al sovraffollamento, adesso il trend si è invertito.
Tuttavia, anche se il numero è sceso in modo considerevole, all'interno del Don Bosco ci sono sempre più detenuti di quelli che dovrebbero esserci. Infatti, la capienza massima prevista dalla casa circondariale è di 250, ma le varie leggi e l'aumento della piccola criminalità hanno portato negli anni al fenomeno del sovraffollamento che era stato denunciato dal presidente della Repubblica. E nel corso dello spettacolo "L'illogica allegria" al teatro Verdi andato in scena nel mese di ottobre dell'anno scorso e dedicato a Giorgio Gaber, proprio la situazione delle carceri italiane era stata al centro del messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Sono certo - aveva scritto il capo dello Stato - che l'iniziativa costituirà un'importante occasione per riflettere sulle ragioni giuridiche, politiche ed etiche espresse nel mio recente messaggio al Parlamento che impongono una modifica radicale delle attuali condizioni detentive».
E, a distanza di cinque mesi, almeno a Pisa, il problema del sovraffollamento non ha più gli aspetti drammatici dell'anno scorso e, di conseguenza, si è alzata la qualità della vita all'interno della casa circondariale che offre ai detenuti importanti servizi. Fra questi, c'è il Polo universitario che permette di iscriversi all'università di Pisa la quale, attraverso una convenzione, mette a disposizioni docenti per lezioni ed esami. Al Polo universitario ci sono computer e sono una dozzina i detenuti iscritti alle facoltà di Scienze Politiche, Ingegneria e Economia. «Il mio sogno è laurearmi e andare a lavorare in Albania» dice con un sorriso che nasconde la speranza.
Un altro punto di riferimento, anche a livello nazionale, è il Centro clinico dove due medici sono di turno 24 ore su 24 più gli infermieri. C'è anche una sala operatoria dove si svolgono mediamente venti interventi (non complessi) al mese. I chirurghi arrivano dagli ospedali di Cisanello o Pontedera. Al primo piano ci sono circa 50 posti letto, mentre sono 10 al centro clinico femminile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
