Il dolore
«Navicelli okay, Vecchiano ha perso»
Di Bussolo, relazioni esterne Ikea: a Migliarino avremmo sistemato lo svincolo al casello e raddoppiato l’Aurelia
PISA. Era il 16 maggio 2011 quando l’ufficio stampa di Ikea, cinque minuti dopo la chiusura delle urne per le elezioni amministrative di Vecchiano, rinunciava definitivamente al progetto pisano per il nuovo store toscano, dando la colpa ad una serie di lentezze burocratiche. Poco più di un anno dopo Ikea riceveva il via libera per il punto vendita sull’Aurelia che adesso è pronto ad aprire. Un vero record per i tempi italiani. In un anno, infatti, non solo è stato individuata una nuova area, ma sono state ottenute anche la variante urbanistica da parte del Comune e l’autorizzazione commerciale della Regione.
Una risposta nei fatti al presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, che due anni fa aveva indicato da Bruxelles proprio Pisa come esempio negativo per il caso Ikea, con il gruppo svedese costretto ad attendere sei anni per avere il permesso di aprire un nuovo punto vendita. Un argomento che è entrato giocoforza nella presentazione di ieri, con una difesa più che di ufficio da parte di Valerio Di Bussolo (responsabile relazioni esterne Ikea Italia) del percorso intrapreso per questa realizzazione. «È del tutto evidente che il motore dell’operazione è stato il governatore Rossi - ha detto Di Bussolo -. Quando le difficoltà sembravano insormontabili si è trasformato in una sorta di sportello unico, individuando addirittura tre potenziali aree e quindi sbloccando di fatto lo stallo».
Alla fine, comunque, questa apertura ha avuto «tempi lunghi, ma non lunghissimi - sottolinea ancora il responsabile relazioni esterne -. Guardiamo i nostri colleghi Ikea in Europa: in Spagna da quindici anni non è stato ancora possibile aprire lo store di Valencia. E in Francia stesse difficoltà per quello di Nizza». Quindi a Pisa alla fine tutto si è risolto bene.
Ma non ci sono rimpianti per l’ipotesi tramontata di Migliarino? Ancora Di Bussolo: «In quel progetto noi credevamo soprattutto per l’ottima posizione alla confluenza di due autostrade. Di sicuro se fosse andato in porto i vantaggi sarebbero stati per tutti. In un colpo solo avremmo infatti risolto il problema dello svincolo all’uscita del casello di Pisa Nord, raddoppiato l’Aurelia e decongestionato il semaforo di Migliarino. Caso analogo a quello del nostro store di Ancona, che con la sua realizzazione ha permesso di risolvere la viabilità sulla Statale Adriatica, pur essendo in prossimità del parco naturale del Conero. Ma adesso siamo ai Navicelli - conclude - in un’area strategica per l’intera costa e raggiungibile dall’entroterra con la superstrada Fi-Pi-Li».
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