Attenzione
Giro di prostitute sfruttate, in sei finiscono a giudizio
Sono cinque italiani e uno straniero accusati anche di favoreggiamento. Uno degli imputati è in carcere per la rapina con sparatoria al Panorama
PISA. Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina.Sono i reati di cui devono rispondere i sei imputati finiti davanti al collegio del Tribunale in un processo che mira ad accertare eventuali responsabilità per una serie di episodi in cui varie donne, anche straniere, avrebbero venduto il proprio corpo attraverso annunci e passaparola tra i clienti. Fatti avvenuti negli anni scorsi tra Pisa e il resto della provincia. L’ipotesi dell’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Giovanni Porpora, è che i sei, con ruoli e responsabilità articolate, fossero protagonisti di un avviato giro di prostituzione.Non viene contestato agli imputati l’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento delle donne proposte per il sesso mercenario. Si tratta di singoli episodi capaci, però, nell’insieme di dare vita a una continuazione nella presunta consumazione dei reati per i quali i sei sono stati rinviati a giudizio.
A giudizio sono finiti Stefano Peluso, 31 anni, originario di Caserta; Rosario Di Maria, 41 anni, di Napoli; Kanus Myroslava, 42 anni; Arturo Storico, 45 anni, originario di Napoli, ma residente a Pontedera; Massimo Biasci, 53 anni, di Pisa. Storico, ufficialmente piastrellista, è stato arrestato a dicembre con l’accusa di essere uno dei due basisti della rapina del 18 giugno 2012 a un portavalori al centro commerciale Panorama di Pontedera. Non solo per informare nel dettaglio la banda su tempi e orari dei prelievi dei vigilantes, ma anche per aver ospitato in luoghi nella loro disponibilità i pendolari prima e dopo il colpo. I banditi in fuga si resero anche protagonisti di un altro episodio grave: uno di loro, anche da identificare in modo certo, sparò in faccia a un automobilista confuso con un inseguitore che voleva passare notizie alle forze dell'ordine.Prima di finire in carcere per l’assalto al portavalori nel giugno 2012, nel giugno 2013 il 44enne di origine campana era stato anche coinvolto in alcune inchieste per riciclaggio di auto di lusso e droga.
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