Sicurezza
«Era di una società acquisita il manager condannato»
PISA. «Il precedente penale a cui il Comune di Pisa fa riferimento nel provvedimento di esclusione di Manutencoop Facility Management Spa dalla gara per l’affidamento del servizio energia presso gli...
PISA. «Il precedente penale a cui il Comune di Pisa fa riferimento nel provvedimento di esclusione di Manutencoop Facility Management Spa dalla gara per l’affidamento del servizio energia presso gli immobili in proprietà ed in uso all’amministrazione comunale di Pisa non riguarda in alcun modo il legale rappresentante dell’azienda. La sentenza passata in giudicato a cui si fa riferimento riguarda, invece, il rappresentante legale, cessato dalla carica, di una società acquisita e fusa in Manutencoop nel 2010».
Così dal quartier generale di Zola Predosa (Bologna) spiegano la natura del contenzioso che ha portato prima il Comune ad annullare un’aggiudicazione da oltre 10 milioni di euro per la gestione del calore nelle decine di immobili dell’ente e poi la società a fare ricorso al Tar per sospendere la decisione e tornare nella titolarità della fornitura.
«Tale precedente penale è stato, inoltre, dichiarato estinto dal giudice dell’esecuzione e per questo, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 38 del Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 163 del 2006) non è stato dichiarato da Manutencoop all’atto di presentazione dell’offerta. Ritenendo di aver agito nel pieno rispetto delle norme in materia, Manutencoop ha, pertanto, presentato ricorso al Tar chiedendo l’annullamento della determina con cui il Comune di Pisa ha invalidato l’aggiudicazione».
Scrive il Comune nella determina di annullamento della fornitura: «Sono state riscontrate, nel casellario giudiziale di un soggetto cessato dalla carica nell'anno antecedente la pubblicazione del bando, sentenze passate in giudicato non risultanti delle dichiarazioni rese dal procuratore speciale di Manutencoop all'atto di presentazione dell'offerta».
L’appalto è stato assegnato alla seconda società in graduatoria, la Cofely Italia Spa di Roma.
Ma per la società bolognese, colosso del sistema coop, non ci sono violazioni di legge o contrattuali tali da inficiare l’appalto e chiede al Tar di pronunciarsi con l’annullamento della determina firmata dal dirigente comunale che le toglie la fornitura.(p.b.)
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