Lutto
Non riesce a riscuotere i soldi per il figlio disabile
Il calcesano Roberto Conti vittima della burocrazia: «Ho diritto ad avere 700 euro dalla Regione, ma non riesco a capire dove è finita questa somma di denaro»
CALCI. «Quando la burocrazia fa arrabbiare i cittadini. Li beffa e li penalizza inducendo a non avere più fiducia nelle istituzioni. Pensate a quanto sta succedendo alla mia famiglia». Molto amareggiato Roberto Conti, calcesano, per 37 anni lavoratore in Africa e in Asia con una ditta di costruzioni, è vittima di un caso per certi aspetti paradossale. «Sono padre di un giovane di 39 anni - dice - diversamente abile. Dallo scorso novembre non riusciamo a riscuotere 700 euro. Si passano la patata bollente di mano in mano. I soldi sono spariti o giacciono in qualche angolo nascosto». Una legge regionale, la numero 45/2013, assegna un sussidio finanziario a favore delle famiglie che hanno un portatore di handicap, un mezzo per il contrasto al disagio sociale. La famiglia Conti non riesce ad avere quel denaro. Esiste una precisa documentazione che il diretto interessato ci mostra. Spicca un avviso di pagamento, recapitato a casa Conti, via Buozzi 68 A Calci, che recita: «Si informa che con il mandato n. 42884 è stato disposto il sotto indicato pagamento a mezzo assegno circolare. Esercizio anno 2013, importo 700 euro». E in calce i riferimenti normativi. Ma ecco le complicazioni. Conti fa sapere: «Ho telefonato alla Regione per chiedere notizie più precise. La tesoreria dell’ente regionale mi ha detto di rivolgermi all’ufficio postale. Sono andato ma, dopo una ricerca, gli impiegati mi hanno detto che non c’è traccia né dei soldi, né del documento».
«A questo punto - continua Conti - ho richiamato la Regione, la tesoreria si è scusata e mi ha informato che comunque era tutto a posto, l’assegno è stato emesso regolarmente ma c’era un piccolo disguido, dovevo rivolgermi a Tnt Poste, in via Montebianco, zona La Cella, a Pisa. A questo punto vado fiducioso, però mi attende un’altra sorpresa. Gli addetti ai lavori sono caduti dalle nuvole, dicendo che loro non sapevano niente. Mi hanno consigliato di ricontattare la Regione magari per farmi dare il codice a barre. La tesoreria della Regione, di nuovo da me interpellata, ha rifiutato di fornirmi quanto necessario e ha suggerito di richiamarli entro tre - quattro giorni. Io, cortese anche se davvero seccato, alla data fissata ho chiesto questo benedetto codice a barre. Mi è stato negato e, particolare significativo, sono stato trattato in malo modo».
Conti ne ha parlato a Mario Pellegrini, assessore comunale alle politiche sociali di Calci il quale ha detto: «Accompagnerò Roberto Conti personalmente alla sede della Regione Toscana. Quello che è successo ha dell’incredibile».
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