Sicurezza
Scolmatore, un ok totale dalla conferenza dei servizi
Tutti pareri favorevoli al progetto definitivo che dovrà potenziare il canale portandone la capacità di deflusso fino a mille metri cubi al secondo
PISA. Via libera al progetto di potenziamento dello Scolmatore, il canale che ha salvato Pisa in occasione delle piene di fine gennaio e di due settimane fa. Lo ha deciso la conferenza dei servizi che si è tenuta ieri mattina nella sede della Provincia di via Nenni, dove si trovano gli uffici del Servizio difesa del suolo, titolare della progettazione. Il parere favorevole è arrivato da tutti gli enti coinvolti a vario titolo, a cominciare dalla Regione e dalle istituzioni di Livorno (non era rappresentato il Comune di Pisa).
La chiusura positiva della conferenza dei servizi sul progetto definitivo apre le procedure per passare alla discussione del progetto esecutivo, ultima fase prima di lanciare la gara con cui assegnare i lavori da circa 51 milioni di euro.
In questi giorni sarà redatto un verbale della conferenza e, su questa base, il dirigente del Servizio difesa del suolo, Giovanni Bracci, firmerà una determina che chiude la fase del progetto definitivo.
In sostanza, c’è il nulla-osta completo sul tipo di lavoro che andrà svolto per portare la capacità dello Scolmatore di far defluire le acque in mare dagli attuali 6-700 metri cubi al secondo a 1.000 metri cubi. Questo sarà ottenuto con una serie di operazioni. La principale sarà lo scavo della parte centrale del canale per alzare i fondali a meno 3,5 metri nel tratto che va dal ponte sull’Aurelia sino alla foce, per una lunghezza complessiva di 4,5 chilometri.
Altro passaggio essenziale la realizzazione della foce armata, attraverso due moli di poco meno di 500 metri, uno a nord e uno a sud, che “accompagnano” l’uscita in mare dello Scolmatore fino a 3,5 metri di profondità: creare questa omogeneità consentirà di evitare l’accumulo dei detriti sotto costa, causa dell’insabbiamento della foce.
Il progetto comprende anche, per un tratto di 9 chilometri dalla foce verso l’interno, fino all’altezza della confluenza del Tora, un intervento di sistemazione degli argini che in vari punti non sono più alla loro altezza originaria: in media, saranno rialzati di un metro.
Dei circa 51 milioni di euro, la Regione ne metterà a disposizione 35, le Province di Pisa e Livorno contribuiranno con 3 milioni ciascuna, i Comuni e le Camere di Commercio di Pisa e Livorno con 1 milione e mezzo ciascuno, il Comune di Collesalvetti con 100mila euro, l’interporto Vespucci con 500mila euro e l’Autorità Portuale di Livorno con 4 milioni. Entro l’anno dovrebbero essere concluse le procedure. Poi la Regione o, più probabilmente, la Provincia di Pisa emetteranno un bando per l’assegnazione dei lavori e un altro per individuare il soggetto che dovrà occuparsi del trattamento dei fanghi scavati ed estratti dal canale. Durata prevista due anni.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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