Il Tirreno

Pisa

sette salme di pisani “dimenticate”

Caduti in guerra da rimpatriare

Approvata a larga maggioranza la mozione di Forza Italia

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PISA. Facilitare il rimpatrio delle salme dei militari caduti nel corso della seconda guerra mondiale e sepolti in cimiteri di Paesi stranieri, spesso all'insaputa dei loro stessi familiari.

È la mozione dei consiglieri del gruppo Pdl-Forza Italia, Mirella Bronzini, Giovanni Garzella, Riccardo Buscemi e Gino Logli approvata dal consiglio comunale. «La mozione– spiega il capogruppo di Forza Italia Giovanni Garzella – impegna il Comune ad attivarsi per chiedere inoltre alla Camera dei Deputati di interessarsi alla petizione presentata il 9 ottobre scorso da Roberto Zamboni, affinché vengano stabilite delle norme per il rimpatrio dei caduti». Roberto Zamboni è un artigiano veronese che, muovendo da un’indagine familiare (la ricerca dello zio disperso in guerra), ha fatto riaffiorare i dati di molti connazionali caduti durante la seconda guerra mondiale e considerati dispersi. Negli elenchi da lui stilati appaiono anche i nomi e il luogo di sepoltura di sette “dimenticati” nati a Pisa. Tra questi Armando Pavolettoni.

«Nostro zio fu fatto prigioniero durante il conflitto – raccontano i nipoti Ada Cioni e Armandino Pavolettoni – fu catturato a Pisa e deportato a Parma e poi a Francoforte. Dai documenti che siamo riusciti ad avere sappiamo che lavorò in una fabbrica di cuscinetti vicino a Francoforte e che morì il 24 febbraio del ’44 in un bombardamento americano. Afferma Aldo Ciabattoni, storico e militante di Forza Italia: «Si tratta in larghissima parte di soldati italiani che dopo l’armistizio decisero di restare fedeli all'Italia e di non aderire alla Rsi».

Tommaso Fabiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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