Il Tirreno

Pisa

Scolmatore, via libera al potenziamento

di Francesco Loi
Scolmatore, via libera al potenziamento

Si riunisce la conferenza dei servizi per il progetto definitivo: foce armata, fondali a -3.5 metri, argini rialzati

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PISA. Che lo Scolmatore sia stato decisivo per evitare a Pisa di finire sott’acqua un paio di volte, durante le piene a cavallo tra gennaio e febbraio, è assodato. I 600 metri cubi al secondo che il canale ha tolto dall’Arno e gettato in mare a Calambrone, secondo quanto dicono gli ufficiali idraulici della Provincia, hanno evitato l’ulteriore innalzamento di un metro dei livelli idrici in città. Dal camminamento appena sotto il quale scorreva il fiume in piena alle spallette, senza considerare i panconcelli, non mancava tanto di più. Si capisce quindi l’importanza di andare al potenziamento dello Scolmatore, della sua capacità di prendersi acqua dall’Arno, per garantire ulteriormente la sicurezza dei territori a valle dell’abitato di Pontedera. Il progetto definitivo predisposto dal Servizio difesa del suolo della Provincia di Pisa arriva oggi alla prova della conferenza di servizi. Il previsto via libera chiuderebbe questa fase e aprirebbe la nuova, quella della progettazione esecutiva che prelude all’inizio dei cantieri.

Il progetto. L’“Adeguamento idraulico del Canale Scolmatore d’Arno” (dal costo complessivo di circa 51 milioni di euro) consiste in una serie di operazioni in grado di elevare la capacità di scolmare dagli attuali 6-700 metri cubi al secondo fino a quota 1.000. «L’attività progettuale che la Provincia di Pisa è stata chiamata a svolgere è finalizzata al ripristino della funzionalità idraulica del canale Scolmatore dalla linea di riva (foce) sino al ponte della strada statale Aurelia, con effetti positivi indotti sino all’immissione del fiume Tora», si legge in una relazione dell’ingegner Giovanni Bracci, dirigente del Servizio difesa del Suolo della Provincia di Pisa. Dunque, i lavori verranno svolti soprattutto nella parte finale dello Scolmatore, un tratto di circa 4,5 chilometri che va dal ponte sull’Aurelia alla foce. La lunghezza totale del canale è di 28,3 km dall’opera di presa a Pontedera al mare.

Fondali più alti e foce armata. In quel segmento, il canale - per avere una maggiore portata - sarà scavato nella zona centrale per innalzare i fondali fino a meno 3,5 metri. L’altro intervento essenziale sarà quello alla foce, dove l’evidente insabbiamento costituisce un “tappo” nei confronti di un più efficace deflusso delle acque in mare. In quel punto non solo saranno dragati i fondali, ma sarà costruita la cosiddetta foce armata costituita (come si vede nella simulazione pubblicata sopra) da due moli foranei: il loro compito, di fatto, sarà quello di prolungare in mare lo sbocco del canale fino a quando non si arriva ad un’altezza omogenea dei fondali (a -3,5 metri). Sarà questa uguaglianza a dover annullare gli effetti del deposito di sedimenti sotto cosa, prima origine dell’insabbiamento. Il molo nord della foce armata avrà uno sviluppo complessivo di circa 640 metri, di cui 480 verso il mare aperto; il molo sud avrà dimensioni simili, ovvero rispettivamente 635 e 470 metri. Il progetto comprende anche, per un tratto più ampio, 9 chilometri dalla foce verso l’interno, fino all’altezza della confluenza del Tora a Vicarello, un intervento di sistemazione degli argini che in vari punti non sono più alla loro altezza originaria: in media, dovranno essere rialzati di circa un metro.

Spiaggia e argini. Il dragaggio dell’alveo nei 4,5 chilometri finali, compresa la barra di foce, porterà in superficie circa 600mila metri cubi di materiali, tra fanghi e sabbia. Quest’ultima sarà disponibile per circa 260mila metri cubi, che saranno utilizzati per la riprofilatura del litorale, in altre parole andranno ad aumentare l’arenile di Calambrone a fianco della foce (sulla destra della simulazione pubblicata sopra). Appena a valle del ponte sull’Aurelia sarà installata una stazione di trattamento dei fanghi scavati: una parte andrà in discarica, la maggioranza sarà “disidratata” per essere utilizzata proprio nella ricostruzione degli argini. Altri lavori riguarderanno due affluenti: sulla Fossa Nuova è prevista l’installazione di due paratoie elettromeccaniche in prossimità dell’immissione nello Scolmatore; sul fiume Tora saranno eseguiti rialzamenti arginali.

Il finanziamento. Nel passaggio dal definitivo all’esecutivo sarà inserito il finanziamento dell’intero progetto. Dei circa 51 milioni di euro, la Regione ne metterà a disposizione 35, ma anche il territorio farà la sua parte. Le Province di Pisa e Livorno contribuiranno con 3 milioni ciascuna, i Comuni e le Camere di Commercio di Pisa e Livorno con 1 milione e mezzo ciascuno, il Comune di Collesalvetti con 100mila euro, l’interporto Vespucci con 500mila euro e un altro importante contributo arriverà dall’Autorità Portuale di Livorno, che destinerà all’opera 4 milioni di euro. Dopo l’approvazione anche del progetto esecutivo, i lavori potranno essere messi a bando. L’obiettivo degli enti è chiudere queste procedure entro l’anno. Gli interventi avranno poi una durata di ventiquattro mesi. Si consideri che di questo progetto, pur in versioni differenti, si parla dal 2001. L’ultimo accordo di programma è del gennaio 2012.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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