Sicurezza
Sapienza, partiti a Roma i lavori della commissione
Il gruppo coordinato dal direttore generale Rossana Rummo dovrà decidere il programma degli interventi sul palazzo
PISA. Sono partiti ieri a Roma i lavori della commissione di studio sulla Sapienza: il gruppo è coordinato da Rossana Rummo, direttore generale per i beni librari del Mibact – ministero dei Beni culturali – e ha il compito di «approfondire le tematiche connesse alla riapertura della biblioteca della Sapienza e all’apertura della succursale del San Matteo» sia per «il progetto organizzativo» che «per quanto attiene il cronoprogramma».
La commissione dovrà completare i lavori entro il 31 maggio e tra gli otto membri designati ci sono tre rappresentanti pisani: Angela Marseglia, direttrice della Bup – Biblioteca Universitaria – ospitata in Sapienza; l’architetto Marta Ciafaloni della Soprintendenza pisana; Chiara Frugoni, presidente dell’Associazione “AmiciBup”.
Il primo incontro ha avuto - a quanto si è appreso - un carattere interlocutorio e non poteva essere altrimenti, visto che il neo ministro Dario Franceschini ha appena giurato e gli otto membri della commissione non si conoscevano tutti: a completare la rosa ci sono due esperti della gestione di alcune delle principali biblioteche italiane (Andrea De Pasquale alla milanese Braidense ed Elisabeth Kieven per l’Hertziana di Roma); poi un esperto di biblioteconomia, Gino Roncaglia; infine il presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche, Stefano Parise.
La riunione romana segue di pochi giorni un altro appuntamento “istituzionale” legato alle sorti del palazzo di piazza Dante: sabato, infatti, nella nostra città c’è stato un sopralluogo di tre senatori del Movimento 5 stelle (Alessandra Bencini, Michela Montevecchi e Maurizio Romani) che hanno avuto un permesso speciale per visitare l’immobile chiuso dal 29 maggio 2012, accompagnati dalle stesse Marseglia e Ciafaloni, più il prorettore all’edilizia Sandro Paci. Si ricordi, infatti, che l’edificio è di proprietà dell’Ateneo (dipendente dal Miur, dicastero dell’Università) e che un’ala dello stesso dal 1823 è sede della Bup, che è sotto la tutela di un altro ministero, il Mibact).
Ebbene, la partita si gioca sull’eredità lasciata dal precedente ministro Massimo Bray, il quale il 24 gennaio aveva individuato un’area del San Matteo come succursale della Sapienza; molti nella sua circolare hanno visto il tentativo di trovare una soluzione: visto che la perizia sulla Sapienza dice che il 30% del materiale librario deve essere spostato, al San Matteo si organizza la sezione dei periodici, mentre in piazza Dante si lascia il patrimonio più antico. Interpretazione contestata da AmiciBup, che punta a far diventare San Matteo una sorta di magazzino di lusso, mantenendo unitaria la collezione della Sapienza.
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