Il Tirreno

Pisa

Procuratore a giudizio per violenze sulla moglie

di Pietro Barghigiani

L’agente di calciatori è accusato anche di lesioni e maltrattamenti in famiglia La donna si è costituita parte civile. Il caso è stato seguito dall’associazione Frida

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PISA. Lui è un procuratore di calciatori con un passato da giocatore in Italia e anche all’estero. Lei è la donna che lo ha amato e con cui si è sposata mettendo al mondo una bambina.

Poi la storia è finita una serie di referti medici e denunce. Lei lo accusa di averla picchiata e vessata anche e soprattutto a livello psicologico. Episodi ripetuti nel tempo, almeno dal 2010 al 2012. La storia di un matrimonio sfasciato finisce ora in Tribunale. L’ex marito, 36 anni, residente nel Valdarno (omettiamo il nome per tutelare la parte civile e la figlia minorenne, ndr) è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni personali.

Ieri si è aperto il processo davanti al collegio presieduto da Pietro Murano (a latere Poggi e Bencivinni) con il pm Flavia Alemi a rappresentare la pubblica accusa. L’imputato è difeso dall’avvocato Michela Simoncini, mentre l’ex moglie è assistita dall’avvocato Elisa Monciatti.

È stata un’udienza tecnica durante la quale sono state presentate le liste dei testi di accusa, difesa e parte civili. In tutto una quindicina di persone.

Le contestazioni mosse all’imputato riguardano episodi avvenuti durante e dopo la fine del matrimonio. La tesi dell’accusa che dovrà trovare un riscontro in aula è che il procuratore calcistico, anche se lui si definisce un segnalatore di giocatori alle squadre di tutta Europa, per almeno due anni avrebbe infierito sull’allora moglie. Non solo urla e litigi per fatti banali e comuni in discussioni domestiche. In alcune circostanze l’imputato avrebbe anche costretto la donna a sottomettersi a rapporti sessuali non consensuali e a subire una serie di rimproveri violenti degenerati, stando alla Procura, anche in lesioni fatte refertare al pronto soccorso. Certificati medici prodotti dalla parte civile e allegati al fascicolo del procedimento penale.

L’ex moglie sta cercando di rifarsi una vita. È rimasta con lei la figlia avuta con l’imputato che continua a vivere nel Valdarno. Nel suo percorso, la donna è stata aiutata dall’associazione “Frida” di San Miniato, un punto di riferimento per l’universo femminile che si trova a dover affrontare la violenza di genere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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